Lettere dal Nord: Uscita tra ragazze

 

uscita tra ragazze
 

Ormai sono diverse settimane che, il martedi’, ho la mia ‘uscita tra ragazze’. La mia serata libera, insomma.. Gabriele pensa a Carlotta dalla cena alla nanna e io posso godermi un momento per me.

Ma la mia ‘uscita tra ragazze’ e’, naturalmente, in puro stile norvegese..

Ricordo che, appena arrivata in citta’, ero rimasta stupita per una pubblicita’ su di un cartellone gigante fuori da uno dei negozi sportivi piu’ grandi di Trondheim. La scritta recitava ‘girls night out’ e il cartello mostrava tre ragazze in abiti tecnici, con tanto di faretto in fronte, mentre correvano nella semi oscurita’ in un bosco. Ai tempi avevo trovato questa pubblicita’ una esagerazione.. perche’, in fondo, chi va a correre di notte nel bosco anziche’ uscire per locali con le amiche?

Ebbene, ora penso che il cartello sia uno specchio perfetto delle abitudini della maggior parte delle persone di sesso femminile che vivono qui, norvegesi e non.

La mia amica Maria Azucarena, una gigante spagnola della quale vi ho sicuramente gia’ parlato, e’ la protagonista indiscussa delle mie ‘serate tra ragazze’. Passo a prenderla a casa verso le 19:30. Quando arrivo, lei e’ gia’ pronta, con tutta la sua attrezzatura e quel suo sorriso energico. Saliamo per la strada che costeggia i boschi, lasciamo l’auto al parcheggio che a quell’ora e’ ancora molto trafficato, togliamo il necessario dall’auto e via: iniziamo ad arrampicarci su per la pista.

Il bello dello sci di fondo a Trondheim e’ che non e’ solo un’occasione di sport, ma anche e soprattutto una opportunita’ di godersi la natura nella piu’ completa tranquillita’, che ristora la mente e lo spirito. I primi kilometri seguono una pista ben illuminata che ‘cancella’ il bosco circostante, rendendolo una macchia scura indistinta che scorre al nostro fianco. Ma poi arriva la mia parte preferita e la pista si stringe, le luci artificiali scompaiono e ti ritrovi in mezzo a pini, abeti e betulle che sembrano animarsi nel bosco pieno di neve.

Il cielo, in questo periodo dell’anno, ci regala nelle prime ore della serata un chiarore diffuso che rischiara la pista e il bosco… e a uno sguardo attento si puo’ intravvedere qualche movimento, tra i sassi e dietro ai grossi tronchi. Poi solo la luna rischiara il cammino, il bosco si addormenta e resti solo tu, la tua strada in mezzo alla neve e il rumore degli sci e del tuo respito. Le luci della citta’ si intravvedono in lontananza.. sembra di stare sul tetto del mondo. Sopra di te, solo le stelle e qualche ombra che fa sperare nell’arrivo delle luci del nord.

Maria indica un promontorio, una linea piu’ scura all’orizzonte: Gråkallen. Poco distanti, delle luci: Skistua. Scendiamo, inoltrandoci nel bosco. Non c’e’ piu’ luna ora, ma riesco a percepire la forma del terreno dagli spostamenti di Maria Azucarena, che fa sempre da apripista. Siamo nella zona dei laghi, ora: Baklidammen e Teisendammen. Due dei laghi artificiali formati da due delle tante dighe che servono la citta’. Qui, nei fine settimana d’inverno, le famiglie girano su di un percorso ad anello, creato appositamente sul lago ghiacciato, con pattini o bici chiodate, trainando i bimbi al calduccio nelle slitte. A fianco del lago, i tracciati delle piste da fondo si perdono nei boschi di Bymarka per kilometri,  ed e’ facile incontrare chi fa sport con il proprio cane (quest’ultimo munito di ‘scarpette’ protettive per il ghiaccio) o intere famiglie sugli sci, con i piu’ piccoli nei pulk, slitte coperte con tanto di pelli di pecora.

Penso a qualche giro che potremmo fare il prossimo fine settimana con Carlotta. Intanto la nostra sciata termina: siamo tornate al parcheggio.

Ridiamo, in auto, mentre accompagno la mia fantastica ed energica amica a casa. Un abbraccio. A settimana prossima.

A presto. Arianna

 

 

 

La passione civile ha sempre animato Luigi Fagetti, indirizzandone la vita professionale e l'impegno sociale. Como: città sempre amata anche nei momenti di crisi.

 

Ricco corredo iconografico; rigore scientifico e alta leggibilità. L'intera vicenda del Teatro comasco: architettura, artisti, spettacoli. Una storia lunga due secoli.