Lettere dal Nord: Festa di Natale

 

 festa di natale

La magia del Natale.. che meraviglia! Le strade e i giardini addobbati a festa, con le luci bianche che si arrampicano sui rami degli alberi e le ghirlande natalizie che rischiarano anche il più buio dei pomeriggi norvegesi. Le case illuminate, con le candele alle finestre e i disegni colorati dei bambini sui vetri.

Per entrare al più presto nello spirito natalizio, anche perché quest'anno non ha ancora nevicato "sul serio", abbiamo fatto l'albero di Natale di casa a novembre. Cavalli a dondolo e ghirlande di anice stellato, arancia essiccata e legno. Una meraviglia. Lo teniamo acceso perennemente, tipo fiaccola dei giochi olimpici durante i giochi. Fa atmosfera, devo dire. Ma, comunque, non serviva.

Perché per entrare nello spirito natalizio, cosa c'è di meglio di una bella festa di Natale? Bene, mi ero dimenticata che le feste di Natale, qui, iniziano, inesorabili, con l'inizio dell'ultimo mese dell'anno.
La cena del dipartimento, la cena dell'ufficio, la cena del gruppo di ricerca, la cena degli amici del lavoro, la cena degli amici con bambini, la cena degli amici in coppia, la cena degli amici soli... la festa dei bambini al dipartimento del lavoro, la festa per i bambini dagli amici con figli, la festa al dipartimento di tuo marito, quella della sua facoltà, quella del suo istituto..

Se ne salti una, specie quelle per i bambini, vieni isolato dalla società al pari di saltare un turno di "dugnad" (lavoro volontario per la comunità). Ora: Carlotta ha sette mesi, compiuti ieri. All'ultima festa di bambini del sotto dipartimento del terzo piano bla bla.. mi guardava attonita, mentre una nube di bambini urlanti sfrecciava sui carrellini natalizi preparati per l'occasione da diversi mesi, altri facevano a gara a vedere quanti cioccolatini stavano nella loro bocca contemporaneamente e un altro gruppo di bionde bambine cantava canzoni natalizie mentre cospargeva la stanza di neve finta, anche questa acquistata dal dipartimento mesi e mesi prima, dopo una lunga riunione dal tema "Festa di Natale 2017", alla quale nessuno, naturalmente, poteva mancare.

Forse passare dal silenzio del fiordo, dove anche le auto, elettriche, nemmeno fanno rumore, a queste occasioni di festa è stato un po' eccessivo per lei. Deve aver pensato "mia madre è pazza, ma dove mi ha portato?". Così, tra le chiacchiere dei colleghi, o almeno quello che si riusciva a sentire, e le decorazioni scelte mesi prima, io riuscivo solo a vedere il suo sguardo basito e a sentire la sua voce silenziosa di rimprovero.

Sarà che è mia figlia e un po' avrà preso anche da me: non è che io vada proprio pazza per queste occasioni, per dirla in un modo carino. E diciamo che invece, i norvegesi, queste occasioni sociali le prendono davvero sul serio. Quindi non c'è scampo. Un anno mi sono data malata. Lo ammetto. Volevo saltarne almeno una, non ce la facevo più. Non ci crederete: hanno spostato la data.. tutti nel dipartimento sono riusciti a trovare un altro giorno perché potessi esserci anche io. Pazzesco. Mentre l'organizzatrice responsabile per quell'anno me lo comunicava, tutta sorridente, mi sono sentita mancare. E mi sono anche sentita un po' stronza (si può scrivere?). Comunque, non ci ho provato più.

Il nostro problema..mio più che altro, è che poi, arrivati in Italia, si ricomincia. E via, altro giro di cene tra parenti e amici. È una camminata sul miglio verde per il tuo fegato, che sa di non avere speranze. Ma almeno il cibo italiano merita la fatica, direte voi. Vero, come negarlo. Pasta, pizza, verdure di stagione, frutta natalizia e dolci, tanti dolci da farvi tremare di emozione le carie al solo pensiero. Tiramisù, torte, biscotti, pandoro e panettone! Che meraviglia.

Peccato che.. peccato che la Norvegia sia la nazione con più celiaci sulla faccia della terra. Cosa c'entra questo? C'entra, c'entra. Perché il mio medico, al primo mal di pancia, mi ha spedito a fare gli esami del sangue per il controllo della celiachia. Mal di pancia in gravidanza, tra l'altro... che dico: una ragione evidente c'era e non serviva trovarne un'altra..o no? Ad ogni modo: esami positivi. Ma per essere certi della malattia serve fare anche un secondo controllo: gastroscopia. Che, se sei incinta, non te la fanno. Esame, e problema, rimandati. Pensavo che anche il medico se ne fosse dimenticato, invece salta fuori che ha una memoria pessima ma la brutta abitudine di segnarsi tutto in agenda. Diciamo che, mentre il medico che effettuava l'esame mi comunicava che, a suo avviso, la diagnosi degli esami del sangue era confermata, volevo svenire. Nella mia mente una sola immagine aveva preso forma: il panettone. Pensavo che, dopo tutte le cene di lutefisk che mi sono sorbita e mi dovrò sorbire, il panettone me lo sono meritato.. uno "vero": gonfio di glutine che lo riempie in ogni suo soffice centimetro.

Mentre scrivo, Carlotta mi guarda. "Abbiamo ancora la speranza che gli esiti dei prelievi della gastroscopia siano negativi", le dico. Sorride. Probabilmente sta pensando che ormai ha iniziato a mangiare da sola, quindi se non avrà il panettone dal mio latte, lo avrà dalla mano di qualche nonno. Le sorrido. Alla fine, comunque vada, avremo la nostra festa di Natale.. l'unica che aspettavo veramente con ansia.

A presto

Arianna

 

 

 

La passione civile ha sempre animato Luigi Fagetti, indirizzandone la vita professionale e l'impegno sociale. Como: città sempre amata anche nei momenti di crisi.

 

Ricco corredo iconografico; rigore scientifico e alta leggibilità. L'intera vicenda del Teatro comasco: architettura, artisti, spettacoli. Una storia lunga due secoli.