Lettere dal Nord: Buon sonno

 

 buon sonno

Mi sono resa conto da poco che avere un figlio rende estremamente fragili. Perché, se da solo hai la sensazione di poter battere il resto del mondo, un semplice raffreddore del tuo fagottino ti mette estremamente in crisi. Così le pensi tutte: dal lavaggio nasale alla pompetta di aspirazione per farla respirare meglio, alla pomata balsamica da spalmare sul petto per la notte, ai vestiti sufficientemente pesanti per affrontare i mesi rigidi...

Io, tra le madri, devo essere quella messa peggio: Carlotta il raffreddore non lo ha ancora preso, eppure io ho già il kit del lavaggio nasale, con liquido monodose e pompetta, balsamo per il sonno tranquillo e Gabriele sta ancora finendo di montare l'ultima cassettiera che a fatica incastreremo tra le altre già piene di vestitini di lana di ogni taglia. Se queste sono le premesse.. povera bambina. Ma mia madre sarebbe fiera di me. Del resto, solo una mamma italiana può capire la mia apprensione. In Norvegia, invece, mi prenderebbero per pazza. Qui sono molto più spartani nelle cure dei bimbi e questi sembrano capire subito che, se vogliono sopravvivere, un po' se la devono cavare da soli.

Ricordo, la scorsa estate, in vacanza in Italia, durante una camminata in montagna, la faccia preoccupata di mia madre di fronte ad una capretta bianca salita sul tetto della stalla dal quale non aveva evidentemente idea di come scendere. Non ho detto a mia madre che, una volta tornata a casa in Norvegia, ho rivisto la stessa scena, solo che non ero in montagna ma davanti al parchetto di un asilo e al posto della capretta c'erano tre bambini sui due anni, tutti indaffarati a capire come scendere dal tettuccio della casetta degli attrezzi del giardino. Mia madre, solo a quella vista, sarebbe svenuta.

Quindi meglio che non le dica, ad esempio, che qui i bimbi stanno fuori. Punto. Che ci sia il sole, piova, nevichi o tiri vento. Gli adulti hanno una sorta di scioglilingua sul fatto che non esiste un cattivo tempo ma solo un cattivo modo di vestirsi, che ripetono ad ogni faccia basita di fronte ai piccoli omini Michelin che si rotolano nelle pozze all'aperto. Fatto sta che questa è l'usanza e si applica a tutti. Già mi vedo Carlotta, vestita di tutto punto, che mi guarda come se fossi impazzita mentre le dico che deve stare fuori a giocare sotto la pioggia, quando la settimana prima in vacanza in Italia, alla prima nuvola, veniva ritirata insieme ai panni stesi ad asciugare al sole.

Immagino poi durante l'inverno. Dovete sapere che questa estate mia madre riteneva che la bimba dovesse avere almeno una copertina sulla pancia altrimenti non avrebbe digerito per bene. Solo che c'erano almeno trenta gradi e Carlotta era già vestita con body, pantaloni e, al mattino, pure con maglioncino. Qui a meno dieci li mettono nei passeggini a dormire fuori. Sostengono che solo con il freddo si possa avere un buon sonno. Credo che questa convinzione sia suffragata dalla consapevolezza che il corpo, sottoposto a climi rigidi, raggiunge stadi di sonno più profondi. Sta di fatto che la tal cosa accade perché il corpo cerca di azzerare le funzioni vitali nel tentativo di sopravvivere. Non so quanto sia positivo... Ad ogni modo, Carlotta passerà dalle calde estati con maglioncino "perché guarda che prendere freddo è un attimo, poi si ammala e non dire che non ti avevo avvertito", agli inverni nel sacco nanna a -20 gradi e le guance e il nasino che spuntano fuori dal sacco congelati.

Dicono che i bimbi hanno un buono spirito di adattamento. Ecco.. io in pratica conto su quello. Per ora Carlotta vuole dormire solo fuori casa, meglio se nel passeggino con il suo papà che corre mentre si prepara per l'ennesima maratona, urla se ha un maglione di troppo e starebbe ore nuda sul fasciatoio anche al mattino a 8 gradi. Secondo me è già entrata nella parte.

Io intanto continuo a fare scorte di oli e pomate, da brava figlia di mia madre, pronta all'evenienza e terrorizzata solo all'idea. Sono persino andata a fare un corso nel quale mi hanno pure spiegato come si mettono le supposte ai bambini.. pensavate dalla parte della punta, vero? E invece no! Esattamente il contrario! Quindi vai di scorte di vaselina, visto che il retro della supposta ha spigoli poco gentili per l'uso che se ne deve fare, da impilare a fianco delle scorte di paracetamolo. Che va usato a seconda del peso del bambino.. quindi appena la cicciottella mette su peso, ricordati di controllare se la scatola va ancora bene o se bisogna prenderne una a dosaggio più alto. E vogliamo parlare delle creme? Degli oli bagno? No, perché bisogna fare attenzione alle dermatiti.. Ho una scorta infinita di prodotti che ho deciso che non posso usare perché troppo poco delicati. Intanto la mia "principessa" ha ancora il segno dell'abbronzatura di questa estate, tra le pieghe di ciccia, nonostante le mettessi protezione totale e cercassi di tenerla all'ombra..

Insomma, con la "pellaccia" che ha, forse basterebbe dell'olio di oliva.. E le vitamine? Prende olio di pesce tutte le mattine! Mi sono fatta mile problemi per il saporaccio del liquido, ma la signorina, se le viene servita la sua dose a orario pasto, se la beve di gusto reclamando, a seguire, la sua dose di latte. Insomma.. forse dovrei farmelo anche io un buon sonno a meno venti.. chissà che non rinsavisca e mi norvegesizzi anche un po': Carlotta ne sarebbe sollevata e potrebbe continuare la sua esperienza di nuova vita con il suo solito entusiasmo di chi non ha pregiudizi climatici.

A presto

Arianna

 

 

 

Una ricognizione nelle vite della gente comune del Regno Lombardo-Veneto tra 1818 e 1862, basata sui verbali dei processi inquisitori, custoditi presso l’Archivio di Stato di Como. Storie tanto lontane nel tempo, ma che appaiono ancor oggi molto vicine.

La passione civile ha sempre animato Luigi Fagetti, indirizzandone la vita professionale e l'impegno sociale. Como: città sempre amata anche nei momenti di crisi.

 

Ricco corredo iconografico; rigore scientifico e alta leggibilità. L'intera vicenda del Teatro comasco: architettura, artisti, spettacoli. Una storia lunga due secoli.