Lettere dal Nord: Le mezze stagioni

 

 le mezze stagioni

Quando pensiamo alla Norvegia, la prima immagine che fa capolino nella nostra mente è quella di una terra coperta da neve perenne, temperature da far gelare i baffi e un paesaggio che sembra il paese di Babbo Natale in qualsiasi stagione.

Adesso che in Norvegia ci vivo, posso dirlo: non è così. A Trondheim la neve arriva a Dicembre, se si è fortunati magari a fine Novembre. Le temperature variano a seconda della distanza dalla costa e sono più rigide all'interno, ma in città difficilmente sono inferiori a -10 gradi centigradi. E il "paesaggio da Babbo Natale" ve lo scordate finché non arriva la neve.

Detto così, sembra molto simile ad una località di montagna dove in genere vi recate per le vacanze invernali. Aggiungo, anche, che d'estate le temperature sono fresche e vi permettono di non morire dal caldo come nella maggior parte delle città italiane, costringendo la popolazione a fughe in campagna nel fine settimana alla ricerca di un po' di tregua dalla calura. Sembra niente male, giusto? Del resto è tutta una questione di punti di vista.

Solo che per darvi una idea completa dovrei dire anche che, mentre aspettate che arrivi la prima neve, dovete subirvi una distesa di ghiaccio inclemente che copre tutte le strade e i marciapiedi appena fuori dal centro cittadino (dove mettono le serpentine riscaldanti per ovviare al problema). Dovete solo sperare che la temperatura non si alzi troppo creando un micidiale velo di acqua che, sopra il ghiaccio nero depositato da settimane, potrebbe atterrare anche il più esperto degli equilibristi. Nel frattempo le giornate si sono accorciate a tal punto che per un paio di settimane il sole sarà solo il fantasma di un'alba talmente breve da non riuscire a rischiarare nemmeno una parte del cielo.

Ma il tempo scorre veloce, la neve arriva e se ne va, se va bene verso Aprile.. nevicate a Maggio ne abbiamo viste parecchie. Intanto le temperature si alzano. Due estati fa avevamo trenta gradi, ho fatto il bagno nel fiordo e sembrava un paradiso. Mi hanno detto di non farci l'abitudine. Infatti. I trenta gradi d'estate sono rari, i 25 difficili, i 20 possibili, i 15 fortunati, i 12 usuali. Ma cambiando punto di vista, potete pensare che almeno non state maledicendo il nuovo condizionatore che non vuole funzionare, mentre dovete lavorare con quaranta impossibili gradi e tutti i pochi vestiti che potete indossare senza farvi arrestare che vi si appiccicano addosso se provate a fare una attività fisica più complicata del semplice respirare. 15 gradi vi sembreranno un sogno.

Solo che quella è anche la stagione delle piogge e se siete fortunati e vivete vicino alla costa, dove le temperature sono più miti, il vento potrà offrirvi una chiara lezione del perchè gli ombrelli non si usano. Io ci ho provato mille volte. Anche in bicicletta, con il mio ombrellino a pois che finiva immancabilmente demolito alla seconda raffica, dopo avermi fatto provare l'ebrezza di un breve volo alla Mary Poppins e la felicità di un gavettone estivo a secchi con dieci gradi in meno. Sì, perchè la pioggia per il 99% delle volte arriva orizzontale, quindi più che un ombrello servirebbe uno scafandro.

Forse sto solo esagerando un po'. Ma ho i miei buoni motivi..
Perchè, se viaggiando in inverno tra Norvegia e nord Italia le differenze si noteranno poco, se provate a farlo durante la primavera o l'autunno sarà una prova seria per il vostro sistema nervoso. Altro che lamentele sulle mezze stagioni! Qui di stagioni ce ne sono due.. Sì, perchè se partendo dall'Italia vi lascerete alle spalle i residui di una estate che finisce, con i 20-25 gradi a settembre, le prime foglie che cadono, i boschi che si colorano di giallo e le sagre delle castagne, in Norvegia al vostro arrivo vi aspettano tra gli 0 e gli 8 gradi, le foglie gelano gialle sugli alberi e in tre giorni siete nel pieno dell'inverno italiano. E sapendo che quello che vi aspetta ora è almeno un mese di gelate e buio prima di poter vedere con sollievo la prima neve, non resta che affidarsi a internet e prenotare al più presto il prossimo viaggio.

A presto

Arianna

 

 

 

Una ricognizione nelle vite della gente comune del Regno Lombardo-Veneto tra 1818 e 1862, basata sui verbali dei processi inquisitori, custoditi presso l’Archivio di Stato di Como. Storie tanto lontane nel tempo, ma che appaiono ancor oggi molto vicine.

La passione civile ha sempre animato Luigi Fagetti, indirizzandone la vita professionale e l'impegno sociale. Como: città sempre amata anche nei momenti di crisi.

 

Ricco corredo iconografico; rigore scientifico e alta leggibilità. L'intera vicenda del Teatro comasco: architettura, artisti, spettacoli. Una storia lunga due secoli.