Unindustria. Andamento primo semestre 2017

 

L'ANALISI CONGIUNTURALE I SEMESTRE 2017 DI UNINDUSTRIA COMO E CONFINDUSTRIA LECCO E SONDRIO

Il commento del Presidente di Unindustria Como, Fabio Porro

“È un primo semestre confortante – commenta il Presidente di Unindustria Como Fabio Porro – quello che emerge dai dati della nostra indagine appena conclusa. Gli indicatori sono migliori rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente ed al secondo semestre scorso e le aspettative sono ottimistiche. Sappiamo che esistono ancora sacche di difficoltà, soprattutto nel settore tessile, che gli ottimi risultati di altri settori come il metalmeccanico hanno in qualche modo contribuito a nascondere in una rilevazione multisettoriale. Ma anche per il tessile, dopo un inizio anno veramente difficoltoso, i mesi prima delle ferie hanno offerto un quadro in miglioramento. Questo clima di fiducia, dovuto anche ad iniziative importanti come Industria 4.0, può determinare un proseguimento positivo per i prossimi mesi nella consapevolezza che componenti esogene come l’apprezzamento dell’euro sul dollaro non saranno d’aiuto. Ancora una volta – conclude il Presidente Porro dovremo contare solo sulle nostre forze”.

L’andamento congiunturale del manifatturiero di Como

Considerazioni complessive

I risultati economici delle imprese di Como del primo semestre del 2017 restituiscono un’immagine complessivamente positiva della salute dell’economia della provincia. Tutti gli indicatori analizzati dall’indagine congiunturale di Unindustria registrano un segno positivo, sia a livello congiunturale (rispetto al secondo semestre del 2016) che a livello tendenziale (rispetto al primo semestre del 2016). Le previsioni ottimistiche delle imprese sembrano indicare che questa tendenza verrà confermata nella seconda metà dell’anno, anche se
resta da vedere in che modo i risultati positivi saranno distribuiti sul tessuto produttivo del territorio.

Gli ordini del primo semestre 2017 raccolti dalle imprese comasche del campione hanno visto un incremento significativo (+3,8%) rispetto agli ultimi sei mesi del 2016. Questo andamento positivo è confermato anche dal dato relativo alla tendenza annuale (+1,5% rispetto al primo semestre 2016), meno influenzato dall’eventuale stagionalità della produzione. Il 36,5% delle imprese ha infatti prodotti che seguono dinamiche stagionali.

Le vendite seguono la stessa dinamica positiva degli ordini. Le imprese del campione hanno infatti registrato un aumento del fatturato del 2,2% rispetto alla seconda metà del 2016, e dello 0,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. L’attività produttiva ha rispecchiato queste dinamiche positive, segnando un aumento del 2,4% a livello tendenziale e dell’1,7% a livello congiunturale. La capacità produttiva utilizzata si attesta su livelli medi (68%), in miglioramento rispetto alle rilevazioni precedenti.

Le previsioni per la fine dell’anno sono nel complesso ottimistiche. Le imprese del campione si aspettano una crescita degli ordini (+1,2%), dell’attività produttiva (+1%) e soprattutto del fatturato (+3,9%) rispetto ad una prima metà del 2017 già positiva. Uno scenario favorevole che viene accompagnato dall’aumento dalla disponibilità degli Istituti di credito a espandere linee di credito esistenti o ad attivarne di nuove, e quindi la facilità di accesso al credito delle imprese: il 35% del campione ha segnalato un miglioramento delle condizioni praticate dagli Istituti, contro appena il 7% della rilevazione precedente.

I DATI CONGIUNTI DI COMO, LECCO E SONDRIO

I dati dell’Osservatorio Congiunturale relativo al primo semestre 2017, realizzato dai Centro Studi di Confindustria Lecco e Sondrio e Unindustria Como, mostrano un quadro in miglioramento, sia sul fronte tendenziale, sia a livello congiunturale.

Gli indicatori associati a domanda, attività produttiva e fatturato evidenziano un incremento su entrambi gli orizzonti temporali di riferimento. Il confronto con i primi sei mesi del 2016 mostra infatti una variazione tendenziale di circa il 2,1%, con andamenti omogenei per i tre indicatori. Il dato congiunturale, misurato rispetto ai livelli della seconda metà dello scorso anno, si attesta invece a quota 3,4%, al di sopra delle previsioni formulate in occasione della precedente edizione dell’Osservatorio (+1,3%).

L’analisi del tasso medio di utilizzo degli impianti produttivi evidenzia un incremento rispetto ai livelli del semestre precedente di circa 4 punti percentuali, passando dal 65,4% dello scorso anno al 69,6%. Permangono differenze a livello dimensionale, con le imprese oltre i 50 occupati che comunicano un maggior utilizzo della capacità produttiva (79,7%) rispetto alle aziende di dimensioni minori (62,0%).

A livello settoriale, invece, l’impiego della capacità non mostra particolari distinzioni.
La produzione non realizzata internamente ma affidata ad attività di subfornitura determina un ulteriore 7,3% e dipende prevalentemente da soggetti nazionali (6,5%). Negli ultimi mesi del semestre, e in particolare tra aprile e giugno, le vendite delle imprese del campione hanno registrato una fase positiva. I giudizi espressi riguardo l’andamento del fatturato sono improntati alla crescita per oltre quattro imprese su dieci, sia sul mercato domestico (46,3%), sia per quanto riguarda l’export (41,6%).

Le esportazioni determinano in particolare circa un terzo del fatturato totale (31,4%), confermando
la propensione all’internazionalizzazione delle imprese del campione. Il principale mercato di riferimento oltre confine è rappresentato dall’Europa Occidentale dove viene realizzato il 16,7% delle vendite. Seguono per importanza l’Est Europa (3,2%), gli Stati Uniti (2,9%), i BRICS (2,7%), l’Asia Occidentale (2,4%) e l’America Centro-Meridionale (1,4%). Conformemente a quanto esaminato per l’utilizzo della capacità produttiva, il fatturato realizzato all’estero varia secondo la dimensione aziendale: le imprese con oltre 50 occupati realizzano quasi la metà (46,7%) delle vendite oltre confine, mentre per le imprese più piccole la percentuale è inferiore (20,1%).

Non si riscontrano particolari andamenti anomali riguardo i costi legati all’approvvigionamento delle materie prime: le imprese del campione hanno comunicato variazioni al di sotto di tre punti percentuali. In media, l’incidenza delle commodities sul totale dei costi aziendali risulta pari a 32,2.

I rapporti tra le imprese e gli Istituti di credito risultano caratterizzati da condizioni diffusamente
stabili. Nel caso delle spese e delle commissioni, nonché della richiesta di garanzie e tassi, l’86,5% del campione non comunica variazioni. Considerando invece la disponibilità degli Istituti a concedere nuove linee di credito o ad allargare quelle esistenti la stabilità è segnalata nel 69,5% dei casi.

Anche i giudizi riguardanti lo scenario occupazionale tracciano un quadro di diffusa stabilità, come confermato da oltre due imprese su tre, a cui si accompagna una prevalenza di indicazioni di crescita rispetto alla diminuzione.

DOMANDA

Le imprese dei tre territori rivelano un andamento positivo per gli ordini su entrambi gli orizzonti
temporali di analisi. La variazione congiunturale si attesta a +3,6%, al di sopra delle previsioni formulate durante la
precedente edizione dell’Osservatorio, indicanti invece +1,7%. Il raffronto tendenziale mostra invece un incremento del +2,1% rispetto a quanto registrato per i primi sei mesi del 2016.
Le previsioni per la seconda metà del 2017 si mantengono positive e si attestano, in media, a +1,5%.

ATTIVITA’ PRODUTTIVA

Le imprese di Lecco, Sondrio e Como registrano una crescita dell’attività produttiva, in linea con
quanto esaminato per la domanda. Il confronto con i livelli dei primi sei mesi dello scorso anno mostra una variazione tendenziale del 2,3%; il dato congiunturale è invece pari a +2,9%, superiore alle aspettative espresse in occasione
del precedente Osservatorio (+1%).

Sul versante previsionale le imprese del campione indicano, in media, un aumento del +1,3% per
la seconda metà dell’anno.Il dato riguardante l’utilizzo della capacità produttiva mediamente impiegata tra gennaio e giugno 2017 si attesta a 69,6%, in aumento rispetto a quanto registrato per il secondo semestre 2016 (65,4%).
Continuano ad esistere marcate differenze rispetto alla dimensione aziendale. Le imprese al di sopra dei 50 occupati mostrano un maggior livello di utilizzo (79,7%) rispetto alle realtà di minori dimensioni (62%).

Il confronto a livello settoriale mostra invece dati più omogenei: il dato medio per le imprese metalmeccaniche risulta pari a 70,8%, quello delle imprese tessili 67,1% mentre per le aziende di tutti gli altri settori globalmente considerati si registra un dato del 71,5%. Il contributo della produzione gestita tramite pratiche di outsourcing risulta pari al 7,3%. La subfornitura interessa prevalentemente realtà operanti entro i confini nazionali (6,5%) mentre la produzione che viene affidata a soggetti esteri incide limitatamente (0,8%).

MATERIE PRIME

Le realtà del campione complessivo, ma lo stesso vale per Lecco e Sondrio, non segnalano
particolari criticità. Nei primi sei mesi dell’anno le imprese hanno registrato mediamente un incremento tendenziale del +2,6% rispetto ai listini del periodo gennaio-giugno 2016; la variazione congiunturale rispetto ai
livelli dello scorso dicembre è risultata invece pari a +2,9%.

L’analisi a livello settoriale mostra alcune differenze: nel caso delle imprese metalmeccaniche, e degli altri settori, le variazioni sono più marcate rispetto a quelle delle imprese tessili. In media l’incidenza delle materie prime sul totale dei costi è risultata pari a 32,2%.

FATTURATO

L’indicatore associato alle vendite delle realtà dei tre territori è in linea con la domanda e l’attività
produttiva. Su entrambi gli orizzonti temporali di analisi si registra infatti una crescita: il dato tendenziale, misurato rispetto ai livelli del primo semestre 2016, risulta pari a 2%, mentre la variazione congiunturale si attesta a +3,8%, al di sopra delle previsioni della precedente edizione dell’Osservatorio che prefiguravano un +1,3%.
Le aspettative per la seconda metà del 2017 si mantengono positive attestandosi, in media, a
+2,1%.

La struttura geografica dei mercati serviti dalle imprese del campione evidenzia la loro forte propensione al commercio internazionale: un terzo circa del fatturato viene infatti generato oltre confine. L’Europa Occidentale rappresenta la principale area al di fuori dell’Italia, con il 16,7% delle vendite. Le altre aree di interesse riguardano l’Europa dell’Est (3,2%), gli Stati Uniti (2,9%), i BRICS (2,7%), l’Asia Occidentale (2,4%) e l’America Centro-Meridionale (1,4%). L’Italia assorbe il 68,6% del fatturato.

L’andamento del fatturato nella seconda metà del primo semestre, in particolare tra aprile e giugno 2017, è in miglioramento sia per quanto riguarda il mercato domestico, sia per l’export. A livello nazionale la crescita degli scambi è indicata dal 46,3% del campione, la stabilità dal 38,1% mentre il rallentamento dal 15,6%. Sul versante delle esportazioni si registra invece crescita per il 41,6% delle imprese, livelli stabili per il 39,1% e diminuzione per il restante 19,3%.

CREDITO

Sul versante dei rapporti con gli Istituti di credito non emergono particolari criticità da parte delle imprese di Lecco, Sondrio e Como. Con riferimento alle spese e commissioni bancarie, nonché la richiesta di garanzie e tassi, l’86,5%
delle imprese ha comunicato condizioni stabili, l’8,6% una situazione più favorevole mentre il restante 4,9% un peggioramento.

Esaminando invece la disponibilità degli Istituti ad espandere le linee di credito esistenti o ad attivarne di nuove si rileva una maggiore apertura per oltre un’azienda su quattro (27,2%), condizioni stabili per il 69,5% del campione e una minor disponibilità nel restante 3,3%.

SCENARIO OCCUPAZIONALE

Le imprese lecchesi, sondriesi e comasche descrivono uno scenario occupazionale caratterizzato da stabilità nei primi sei mesi dell’anno. Il giudizio prevalente riguarda la conservazione dei livelli, indicata dal 71,8% del campione. In caso di variazione si rileva un aumento dell’organico per il 18,8% delle aziende ed una diminuzione per il 9,4%.

Le previsioni per la seconda metà dell’anno risultano improntate alla stabilità (72,3%) e conservano una maggior incidenza di giudizi di crescita (18,8%) rispetto a quelli di riduzione (11,1%).