Missaglia. In scena “La spartizione”

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la commedia allestita nel monastero della misericordia a missaglia

Sabato 15 settembre – ore 21.00
Monastero della Misericordia – Missaglia (LC)

“LA SPARTIZIONE OVVERO VENGA A PRENDERE UN CAFFÈ DA NOI”
di Piero Chiara

Adattamento e regia Marco Filatori
Musiche originali Carlo Boccadoro
Scenografie Armando Vairo
Con Stefania Apuzzo – Alessandro Baito – Antonio Grazioli – Franco Maino – Laura Negretti – Silvia Ripamonti
Produzione Teatro in Mostra – Como

Ingresso libero

Dopo 9 anni di tourné e quasi 300 repliche si festeggerà con una replica molto particolare la commedia La spartizione ovvero Venga a prendere il caffè da noi” tratta dall’omonimo romanzo di Piero Chiara e fonte d’ispirazione per il film di Alberto Lattuada.

Lo spettacolo sarà allestito all’interno del MONASTERO DELLA MISERICORDIA di MISSAGLIA proprio dove il grande regista girò le famose scene “osé” del convento tra Tarsilla (personaggio interpretato nel film da Francesca Romana Coluzzi e da me nello spettacolo) e il suo focoso spasimante Paolino.

Un film datato 1971, con attori molto noti per quell’epoca, come Ugo Tognazzi, Francesca Romana Coluzzi, Angela Goodwin, Milena Vukotic e lo stesso Piero Chiara. Pochi sanno però che negli nel 1970, prima del suo recupero, il convento di Missaglia si trasformò in un set naturale.

Il film fu girato quasi per intero sul Lago Maggiore e in modo particolare a Luino ma per le scene del convento l’intera troupe si spostò in Brianza; Lattuada era infatti rimasto colpito e affascinato dalla bellezza decadente del Monastero di Missaglia la cui costruzione risale alla fine del 1400 e che negli anni settanta aveva raggiunto il suo periodo di massimo declino.

In particolare le scene girate a Missaglia riguardano i due amanti, Tarsilla e Paolino, che si rifugiano all’interno della chiesa per concedersi alcuni attimi di intimità, ma vengono sorpresi dal sacerdote. Seppure il film fosse stato ben recensito dalla critica dell’epoca, in molti puntarono il dito contro alcuni particolari che all’epoca vennero ritenuti un po’ troppo ”boccacceschi”.

LA TRAMA

Protagoniste della storia sono le tre sorelle Tettamanzi: Tarsilla, Fortunata e Camilla, vissute nel piccolo mondo di un paese (Luino), all’ombra di un padre padrone (Mansueto di nome ma non di fatto) e del prevosto, tutte casa e chiesa e piene dei timori e dei pudori di chi il mondo lo guarda da lontano. Tempo e muffa hanno steso su di loro una coltre di perbenismo claustrale e bigotto. Ma dopo tanti anni di vita uguale, anche la novità può diventare una forma di felicità, per quanto ambigua ed egoista e può diventarlo nonostante ogni compromesso. In questo caso la novità si chiama Emerenziano Paronzini, un uomo mediocre e di magro sentire, un grigio burocrate armato però di uno scopo preciso: “Una sistemazione coniugale nella quale l’amore non avrebbe dovuto entrare neppure per caso. L’arrivo di Paronzini dà il là ad un teatrino di vizi privati e pubbliche virtù, dove casa Tettamanzi è il palco e Luino la platea: nei piccoli centri, si sa, le voci corrono.

Alla fine la scelta cadrà sulla non più giovane Fortunata e la corte inaspettata del Paronzini sconvolgerà l’equilibrio famigliare delle tre zitelle, giacché ciascuna è determinata a farlo innamorare. All’uomo non resterà che accettare la situazione e dividersi tra le tre. Nonostante il matrimonio con Fortunata, infatti, l’uomo riesce a passare da un letto all’altro, accontentando anche le altre due e rendendole felici: convincendosi così di essere diventato il vero padrone di casa, o meglio, il gallo del pollaio.

Ma la realtà sarà ben diversa: perché sono le tre sorelle che comandano il gioco e alla fine saranno loro a spartirselo!