“Mindscapes” di Margot Errante. Immagini della mente e del cuore

Fotografie in mostra alla Sala Bianca del Teatro Sociale di Como

263

Senza trucco e senza inganno. Tutto è chiaro e la realtà che si direbbe aumentata, ma più correttamente moltiplicata, diventa diversamente vera. Questa è l’opera fotografica di Margot Errante esposta alla Sala Bianca del Teatro Sociale (Como fino al 15 luglio 2019) in dodici tavole che contengono molteplici scatti riuniti in altrettante immagini.

Inganno dell’occhio? Sì e no. Della mente? Chissà, ma per dirlo bisognerebbe essere comaschi davvero ingenui o distratti. Chi non conosce i luoghi ripresi e rappresentati potrebbe forse essere stupito per la stranezza, ma ogni immagine – per esplicita dichiarazione dell’autrice – rivela – a ben guardare – la verità: ogni opera è il risultato di una lenta, difficile, complessa elaborazione di tante altre fotografie. E se il – diciamo – soggetto protagonista (in questa serie: sempre un monumento comacino) è benissimo visibile e quasi sempre posto al centro, il resto è la fantastica unione di tanti altrove. Paesaggi o acque o nuvole sono resti di tanti mondi che Margot Errante ha visto e fissato e poi elaborato. Cucito insieme.

Il doppio lavoro dell’artista è dunque di ricerca sul campo (evidente la sua passione antropologica), con capacità di cogliere l’essenza dei luoghi, e poi sapienza e perfezione (anche tecnica dunque altamente espressiva) nel combinare le suggestioni.

Nella Sala Bianca (che sempre più si apre alla città anche con raffinate proposte visive) il rigoroso, bello e raffinato allestimento valorizza (nell’ambiente neo-neo classico) il gioco di lieve ambiguità che Margot Errante ha dedicato alla sua città natale (dopo una lontananza ventennale ricca di esperienze e conoscenze) richiamando i suoi ritrovati concittadini a vedere le cose di casa liberi dall’abitudine e dalla consuetudine. Li invita a “vedere” usando una “mappa” nuova.

Come dire: quel che conosco non è quel che potrebbe essere. Fantasia e creatività ri-costruiscono la realtà liberando l’immagine dalla semplice riproduzione delle cose. Ma non è così complicato.

Le opere di Margot son tutt’altro che cervellotiche perché sono semplicemente belle. Intriganti, soprattutto. E il diverso modo di vedere Como può aprire a sogni liberatori che in questa città complicata e un poco asfittica sono il segno di una possibile liberazione, certamente dell’occhio e della mente. Per il resto… si vedrà. L’immaginazione stupisce, ma non è ancora al potere.


M I N D S C A P E S | Margot Errante
Sala Bianca del Teatro Sociale. Como
Fino al al 15 luglio 2019 (lun-dom, ore 10-20)