Teatro Fontana. "Uno, Nessuno e Centomila"

 

Luigi Pirandello a teatro con "uno, nessuno e centomila"

Anche per la stagione 2014/2015 torna "Uno, nessuno e centomila" prodotto da Elsinor con la regia di Roberto Trifirò.

Insieme a "L'uomo, la bestia e la virtù" questo spettacolo fa parte di "Pirandello files", progetto produttivo di Elsinor che esplora la poetica dello scrittore e drammaturgo siciliano.

L'opera di Pirandello che più si occupa dell'Io e del suo rapporto con gli altri è senz'altro "Uno, nessuno e centomila" che segue la ricerca dell'identità personale di un uomo, Vitangelo Moscarda, dalla prima consapevolezza fino alla conclusione provvisoria.

Nel romanzo il protagonista narra le vicende del "male" esistenziale della propria passata storia terrena e del "rimedio" messo in atto per trasfigurarla. Distruggere i centomila estranei che abitano in ognuno, le centomila opinioni che gli altri hanno di lui diventa per Moscarda una missione, un'ossessione che sgretola la realtà nell'infinito vortice del relativismo.

Il protagonista racconta la frantumazione della propria identità a partire da una banale osservazione sul suo naso compiuta dalla moglie e dalla conseguente apparizione, nello specchio, di un Moscarda dal naso storto, un doppio inquietante perché finora sconosciuto alla sua coscienza.

 

"Chi era colui? Nessuno. Un povero corpo, senza nome, in attesa che qualcuno se lo prendesse. Ma, all'improvviso, mentre così pensavo, avvenne tal cosa che mi riempì di spavento più che stupore. Vidi davanti a me, non per mia volontà, l'apatica attonita faccia di quel povero corpo mortificato scomporsi pietosamente, arricciare il naso, arrovesciare gli occhi all'indietro, contrarre le labbra in su e provarsi ad aggrottar le ciglia, come per piangere; restare così un attimo sospeso e poi crollar due volte a scatto per lo scoppia d'una coppia di starnuti. S'era commosso da sé, per conto suo, ad un filo d'aria entrato chi sa donde, quel povero corpo mortificato, senza dirmene nulla e fuori della mia volontà.

<<Salute!>> gli dissi.

E guardai nello specchio il mio primo riso da matto."

Ricco corredo iconografico; rigore scientifico e alta leggibilità. L'intera vicenda del Teatro comasco: architettura, artisti, spettacoli. Una storia lunga due secoli.