Pathos. Un’emozione che ritorna a Como

Pathos. Al Lucernetta di Como con la Compagnia teatro in Centro. Venerdì 27 febbraio.

Emozione ovvero “Pathos”; tutto dipende da una scintilla che può far scattare un incendio e che può scatenare – di solito – una tragedia. Così nella vita; così nell’amore. In Italia, ogni manciata di secondi, avviene un omicidio per questioni d’amore.

Il movente, nella maggior parte dei casi, è passionale: ma sarà vero amore?

La parte irrazionale dell’individuo (maschi o femmine) e della coppia tradizionale (maschio femmina) o della “nuova” coppia (maschio maschio – femmina femmina, dati non pervenuti) è il crogiolo dove si fondono i sentimenti più puri e anche peggiori, scaldati da sentimenti forti, distruttivi. Si tratta di forme d’amore patologiche in grado di provocare ossessione, mania depressiva.

Una condizione umana molto più vicina a noi (comaschi) di quanto si pensi. Infatti il nostro territorio è stato teatro di numerosi omicidi che parlano di gelosia, di passionalità insomma di amore (o di odio). Riassumendo un secolo di delitti si parte da Moltrasio (1910) l’amore di una coppia americana finisce con lei in un baule nel lago; 1948 omicidio Sacchi Bellentani a Villa D’Este, poi Laglio (una donna uccisa dal marito e buttata nel Lario); a Bellagio una donna (ancora!) strangolata dal convivente e poi Erba e mille altri casi non assurti alle cronache nazionali perché ritenuti “normali”. Dunque: si può amare per amore, ma anche uccidere.

“Pathos: Can you kill for love?” è la risposta (o la domanda) che la compagnia “Teatro in Centro” di Como ha posto al suo pubblico alla fine della rassegna teatrale alla Lucernetta già qualche anno fa e che ripresenta in versione leggermente variata.

Dunque. Nei fatti di cronaca c’è già la risposta alla domanda: si può uccidere per amore! Secca e dura, ma realistica. I dati lo confermano.

“Pathos” è un testo di Ester Montalto e Marga Domenech con Massimiliano Angioni, Francesco Saitta e Sarah Paoletti; la regia è di Ester Montalto; regia video di  Mattia Amadori, Andrea Corti e Max de Ponti di OLO Creative Farm. Alla drammaturgia fa da supporto la tesi in criminologia di Diana Evelynn Montalto.

Pathos, emozioni, commozioni, turbamenti, eccessi, tensioni, incomprensioni… in una bella confusione che spesso (non troppo spesso! per fortuna) finisce in omicidio.

Una tragedia, ma lo spettacolo di Ester Montalto è quasi una farsa o forse una commedia degli orrori e degli errori che “la coppia” (ogni coppia) riesce a sommare nel corso della sua breve o lunga vicenda comune.

Per quanto possa sembrare surreale l’argomento diverte.

Merito di una regia molto scattante che non toglie nulla alla riflessione necessaria di quando dà in accelerazione emotiva. Merito anche di OLO Creative Farm molto capace di ricreare sensazioni visive dentro le situazioni reali dello spettacolo. Merito soprattutto degli attori: Massimiliano Angioni e Francesco Saitta davvero e simpaticamente fuori di zucca e scatenatissimi che si alternano nelle parti di Uomo e Donna nei diversi quadri del racconto. In questa nuova versione si inserisce Sarah Paoletti.

Viaggio di coppia per rivelare i meccanismi della passione speranzosa, dell’amore cortese, del corteggiamento interessato (al sesso!?), della gelosia reciproca, della crudeltà inevitabile fino allo spavento dell’assalto finale. I bravi attori usano solo o quasi maschere neutre e danno massima espressività al corpo con abilità acrobatica e usando un “non” linguaggio (non c’è dialogo intelligibile o parole o discorsi, ma solo “versi” e suoni).

In “Pathos” il registro comico è suonato con lievità anche se le azioni possono condurre (ovvero portano) all’omicidio. Siamo nella sfera del grottesco che – senza nulla togliere alla drammaticità del problema reale – mostra la nostra realtà come già fanno giornali e televisione, ma senza un briciolo di noia. Anzi ci si diverte. Da non perdere.

Ricco corredo iconografico; rigore scientifico e alta leggibilità. L'intera vicenda del Teatro comasco: architettura, artisti, spettacoli. Una storia lunga due secoli.