Memoria. Frammenti dalla Shoah


Una coproduzione con Musica nel Mendrisiotto apre la diciasettesima edizione del Festival il 24 agosto al Chiostro dei Serviti di Mendrisio

Ucraina’42, Ungheria ’44, Polonia ’45, Italia ’46: sono alcuni frammenti di quella “tempesta devastante” che non si potrà mai raccontare per intero, di quella Shoah che non si dovrà mai smettere di raccontare.

Occhi che raccontano. Shoah: frammenti di un racconto di parole e musica è il titolo dello spettacolo musico-teatrale firmato da Fabrizio Saccomanno, drammaturgo regista e attore salentino, e dal violoncellista Claude Hauri, che debutterà al Chiostro dei Serviti di Mendrisio mercoledì 24 agosto alle 20.45. Il Festival di Arzo e Musica nel Mendrisiotto proseguono la loro consolidata collaborazione con una nuova produzione che si inserisce nell’edizione 2016 del Festival musicale Ticino Doc e apre la diciassettesima edizione del Festival internazionale di narrazione. Perché in Occhi che raccontano parole e musica dialogano, si intrecciano, si inseguono e a volte si interrompono. Come orientarsi dentro la sconfinata letteratura sull’Olocausto? Tra le infinite testimonianze, racconti, diari, riflessioni che sulla Shoah sono state scritte? Almeno tre sono i pensieri che guidano il lavoro drammaturgico di Fabrizio Saccomanno. Affidarsi alle voci dei bambini che hanno attraversato la tempesta: a chi non poteva capire allora quello stava vivendo, a chi non intende spiegare l’inspiegabile, ma cerca di restituirne le sensazioni in un linguaggio inevitabilmente sospeso e sincopato, nel quale la musica interviene a colmare ciò che le parole non possono dire.
E questo è il secondo pensiero o necessità: la musica non ha funzione didascalica ma bensì drammaturgica e, pur attingendo al ricco e variegato repertorio che il regime nazista omologò sotto l’etichetta di Entartete Musik, rifugge ogni pretesa filologica per costruire il tessuto emotivo dei quattro episodi. E siamo al terzo pensiero. Boschi, distese di neve, ghetti, navi sono i luoghi dei racconti che lasciano sullo sfondo quelli ricorrenti nella narrazione sulla Shoah: se i campi di sterminio e le camere a gas non devono smettere di interrogarci su come sia stato possibile organizzare scientificamente la devastazione, è altrettanto necessario ricordare che la tempesta assunse altre e infinite forme, in ogni luogo e tempo dell’Europa in guerra. Perché, come ci ricorda Hannah Arendt ne La banalità del male, il libro nato dalle riflessioni sul processo a Adolf Eichmann: “Le azioni erano mostruose, ma chi le fece era pressoché normale, né demoniaco né mostruoso (...) Chiunque poteva essere Eichmann, sarebbe bastato essere senza consapevolezza, come lui”. Un richiamo alla responsabilità e alla pratica del pensiero quanto mai attuale.

Lo spettacolo con Fabrizio Saccomanno (attore), Valentina Londino (mezzosoprano), Barbara Ciannamea, (violino), Fabio Di Casola (clarinetto), Claude Hauri (violoncello) e Danilo Boggini (fisarmonica) sarà trasmesso in diretta sulle frequenze RSI Rete2. Si prega quindi il gentile pubblico di presentarsi in anticipo.
I biglietti (fuori abbonamento) sono in prevendita presso la segreteria del Festival a Balerna al prezzo di 20 CHF (15 CHF per soci di Musica nel Mendrisitto e abbonati del Festival di Arzo; 5 CHF per il giovani fino a 16 anni).

Ricco corredo iconografico; rigore scientifico e alta leggibilità. L'intera vicenda del Teatro comasco: architettura, artisti, spettacoli. Una storia lunga due secoli.