TSC. "Un ballo in maschera" di Verdi

 

 Como. L'opera di Verdi al Teatro Sociale

Un ballo in maschera
Melodramma in tre atti con musiche di Giuseppe Verdi

Teatro Sociale di Como

Giovedì 26 novembre, ore 20.30 (turno A)
Sabato 28 novembre, ore 20.30 (turno B)

Prima rappresentazione: Roma, Teatro Apollo, 17 febbraio 1859


La terza opera in cartellone nella Stagione Notte 2015/16 è Un ballo in maschera di Giuseppe Verdi, in scena al Teatro Sociale il 26 e 28 novembre alle ore 20.30.

Nel nuovo allestimento proposto la regia sarà firmata da Nicola Berloffa, regista che si è affermato con originalità nel panorama italiano e internazionale e che per la prima volta affronta con questa produzione il grande repertorio verdiano. Il titolo, che da moltissimi anni manca da Como, sarà trasposto dal regista nella rivoluzionaria America di Abramo Lincoln.

Completeranno l'allestimento le scene di Fabio Cherstich, i costumi di Valeria Donata Bettella e le luci di Marco Giusti. La direzione sarà affidata al Maestro Pietro Mianiti che guiderà un cast di voci acclamate nel panorama del mondo operistico: tra queste ritroviamo nei ruoli primari quelle di Anna Maria Chiuri (Ulrica), Angelo Veccia (che debutta il ruolo di Renato), Sergio Escobar (Riccardo), Daria Masiero (Amelia). Al loro fianco Shoushik Barsoumian, Carlo Checchi, Mariano Buccino e Giuseppe Distefano.

Lunedì 23 novembre, alle ore 18.30 nel Foyer del Teatro, come di consueto è organizzato l'incontro ANTEPRIMA, la presentazione dell'opera a cura di Jacopo Brusa, segretario artistico del Teatro "G. Fraschini" di Pavia.

 

Biglietti in vendita presso la biglietteria del Teatro e online su www.teatrosocialecomo.it

Prezzi da 16€ a 58€ + prevendita.

Scarica la scheda completa dell'opera

Un thriller perfetto

di Nicola Berloffa

Per cogliere la completezza de Un ballo in maschera, bisogna pensare di lavorare su quattro opere differenti, per situazioni, scene, intrecci. Ballo è un'insieme schizofrenico, forse l'unica vera opera verdiana bagnata nel grande romanticismo ottocentesco europeo, un'opera di tormenti, follie e ironia. Questo insieme di elementi drammaturgici permettono una totale libertà di espressione al regista che può attingere a piene mani da tutto il repertorio.

Nel libretto troviamo vari piani di lettura: una causa politica fa da sfondo ad una storia d'amore platonica, in alternanza a scene più leggere con un rimando all'operetta francese ottocentesca; il compito più arduo è cercare di livellare in modo giusto tutti questi ingredienti senza castrare il gusto di ogni singola scena, scene che si susseguono con alternanze bipolari di sentimenti e di smarrimenti.

Da libretto ci troviamo a Boston nel '700, dove in una lasciva corte capitanata dal Conte Riccardo si scontrano pensieri più puritani e retti. I congiurati operano nella loro causa, l'omicidio del Conte, dall'inizio stesso parte un countdown serrato per lo spettatore che attenderà con ansia la scena del delitto finale, insomma... un thriller perfetto.

La forte caratterizzazione folcloristica di alcune scene permette di dipingere un'America da cartolina dove si intrecciano al dramma tutti gli elementi necessari per spiegare allo spettatore la scena. Proprio da questo ipotetico dramma folcloristico parte l'idea di regia: un viaggio nell'immaginario storico e visivo di quello che potrebbe essere l'America in un dramma romantico. Una ricostruzione evocativa del Teatro Ford di Washington, luogo dove si è svolto un'altro omicidio politico storico, quello di Abraham Lincoln, fa da cornice allo svolgersi della storia con una ricostruzione fortemente teatrale di tutti i luoghi deputati all'azione; cowboy, indiani, amish, cortigiani e borghesi si scambiano continuamente in questo dramma di 'travestimenti', in cui fino alla fine le vere identità non saranno messe a nudo.

Ricco corredo iconografico; rigore scientifico e alta leggibilità. L'intera vicenda del Teatro comasco: architettura, artisti, spettacoli. Una storia lunga due secoli.