Musica. Orchestra botanica Alchechengi - L'Orchestra

Alchechengi è un laboratorio esperienzale musicale diretto da Giovanni Bedetti, in concerto con le azioni progettuali articolate dal DSM dell'A. O. Sant'Anna di Como e con l'Associazione NEP.

Ospitati dal Centro Diurno di Como in via Vittorio Emanuele, il gruppo, composto all'inizio da dodici persone totalmente "asciutte" di competenze musicali, ha sperimentato una forma libera e spontanea di "amalgama sonoro" con risultati divertenti e a volte deliranti. Siccome la musica non guarda nelle orecchie a nessuno, il laboratorio spalancò le porte a ragazzi di tutte le età non necessariamente legati al CPS ma interessati al suono, con o senza competenza musicale, ponendo le basi del gruppo ALCHECHENGI. La sala prove fu allestita al S. Martino (ex O.P.P.) aperta in collaborazione con l'Azienda Ospedaliera Sant'Anna è diventato il centro di gravità dove una volta alla settimana ci si incontra per proseguire questo viaggio intrapreso quattro anni fa (2010). La sperimentazione spontanea ha iniziato a prendere forme più precise. Nello scrivere parole assieme si sono delineati i primi brani. Canzoni con parti corali e parti individuali dove ognuno ha messo a disposizione il proprio estro, sia musicale che vocale, donando al tutto originalità. Durante l'evento finale di Musica in Rete denominato Moa, a Villa Erba a Cernobbio gli ALCHECHENGI hanno presentato la loro prima performance. L'atipicità e la particolarità è stata subito notata; ragazzi con competenza musicale hanno suonato accanto a chi si era da poco avvicinato alla pratica di uno strumento mettendo in luce come sia possibile fare musica assieme a prescindere da questo dato nel momento in cui la voglia di fare suono assieme è tanta. La disponibilità di ragazzi così diversi ma nello stesso tempo uguali nella ricerca della coesione sonora e la voglia di mettersi in gioco porta dei frutti che diventano nel tempo più gustosi. E soprattutto non continuare ad etichettare chi vive problemi di disagio, separando, porta ad un confronto tra pari; tutti hanno i loro problemi. Non a caso le prime volte che alcuni ragazzi da poco inseriti nel gruppo si sono trovati a confrontarsi tra loro non capivano quali erano i ragazzi con "problemi" chiarendo subito l'equivoco che nasce da catalogare. La particolarità dell'esperienza ha portato all'incontro con diverse realtà legate al mondo giovanile aprendo e favorendo lo scambio tra persone diverse. Esperienze stimolanti per tutto il gruppo.

ALCHECHENGI ha sempre accettato tutti, indistintamente, favorendo l'accoglienza, ricevendo sempre segni positivi, mostrando che con dei semplici suoni, persone diverse possono stare insieme, manifestando un mondo possibile come ad esempio i ragazzi arrivati dal Centro di Accoglienza di Tavernola, che con poche parole di italiano ed emozionati si sono uniti al gruppo coi loro suoni e la loro lingua.

Da allora si sono susseguite diverse esibizioni tutte abbastanza particolare per esempio per il Comune di Como il 15 dicembre pre natalizio, davanti alla sede di Informagiovani, donando ai passanti una performance diversa e curiosa rispetto al solito. Piuttosto che l'esibizione per l'evento CORPI SCOMODI a Cantù. Gli interventi al Broletto per la mostra Oltre il Giardino, l'invito all' O.S.C. di Mendrisio e il concerto alla stessa sala prove a S. martino, con buffet finale offerto da tutti i partecipanti, sottolineando la capacità di condividere e mettere a disposizione di tutti un qualcosa.

Oppure l'emozionante partecipazione alla 30 ore per il Gloria dove la novità della proposta ha colpito a tal punto gli organizzatori da insistere perché la presentazione del loro primo disco venisse organizzata al Gloria per il prossimo 15 maggio 2015, un disco realizzato con il contributo della Fondazione Comasca e con la prevendita dei dischi fatta direttamente dai ragazzi per raccogliere la quota di donazioni necessaria alla Fondazione stessa per erogare il contributo.

Senza dimenticare la serata organizzata a Tavernerio dal Baule dei Suoni per presentare il film "Una storia arancio", realizzato dallo stesso Gianda su questa esperienza di vite.

 

Ricco corredo iconografico; rigore scientifico e alta leggibilità. L'intera vicenda del Teatro comasco: architettura, artisti, spettacoli. Una storia lunga due secoli.