Musica al Sociale: i bambini scoprono il mondo

Milo, Maya e il giro del mondo. Opera per bambini che scoprono le diversità e il mondo

Maya e Milo una storia morale. Come si conviene alle favole. Con significati profondi e lieto fine. Un trionfo al Teatro Sociale di Como per la rassegna Opera Domani/Opera Expo 2015.

Teatro esaurito e pieno di energie composte. Tanti bambini e bambine che sanno ascoltare guardare divertirsi e capire. Oramai il meccanismo è noto: in scena una vicenda di amore a lieto fine; sotto, l'orchestra ben visibile dal pubblico, in questo caso allargata in proscenio. Il direttore che coinvolge direttamente platea e palchi.
Perché  Milo, Maya non è uno spettacolo qualunque bensì un'esperienza multimediale e anche multidisciplinare.  Si ascolta e si partecipa si entra nel clima agitando simboli indossando occhiali, ma soprattutto cantando.

Preparatissimi gli spettatori che hanno lavorato con musicisti animatori che diffondono il progetto nelle scuole e con gli (le) insegnanti che aiutano nell'apprendimento di musica e testi. Il meccanismo oramai è collaudato e già un paio di generazioni forse tre hanno partecipato agli spettacoli di Opera Domani che sempre partono dal Teatro Sociale di Como per una lunga tournée in Italia e Svizzera.

Milo e Maya è il risultato di un concorso sul tema "Cibo, alimentazione, nutrizione" fissato da Expo 2015. È un'opera di raffinata modernità musicale del giovane compositore Matteo Franceschini su testo di Lisa Capaccioli.
La sottile linea narrativa e il senso della scoperta stanno nel cibo (i tanti gusti delle nazioni) e nell'accettazione della diversità culturale, umana.

Milo innamorato di Maya le dona un giro del mondo. Non ha soldi. Con pochi euro ovviamente c'è poco da viaggiare, ma la fantasia, gli amici e l'insieme offrono esperienze uniche. Sarà un amico (sbruffoncello innamorato di Maya, ma non corrisposto) a rivelare l'inganno.  I due giovani - ovviamente - han fatto pochi chilometri.  Perché  il mondo - questa la morale - è anche intorno a noi. Con diversi cibi, materie prime, suoni e spicchi di umanità.

Un po' buonista la favola tuttavia regge anche perché sostenuta dalle giovani voci dell'AsLiCo, dai mimi ballerini, dall'orchestra vivace e allegra. Jacopo Rivani è un direttore simpatico e capace di far letteralmente cantare il pubblico.  Costumi di Nathalie Maufroy (pop, hippy, folk coloratissimi) che firma anche le scene: semplici, efficacissime e funzionali. Finalmente proiezioni e animazioni usate in modo creativo e non invasivo. La regia di Caroline Leboutte porta con efficacia la baraonda di colori, movimenti, balletti e personaggi in un fantastico giro del mondo che tutto è tranne che una favoletta.

 

Il Cast 

 

Ricco corredo iconografico; rigore scientifico e alta leggibilità. L'intera vicenda del Teatro comasco: architettura, artisti, spettacoli. Una storia lunga due secoli.