Scaria. Riaperto il Museo Diocesano

 

Scaria Intelvi. Restaurato e riaperto il Museo Diocesano

Venerdì 27 marzo 2015 il vescovo Diego Coletti ha inaugurato il Museo d'Arte Sacra di Scaria, riaperto dopo un lungo periodo di chiusura per consentire l'esecuzione dei lavori di adeguamento dell'edificio e il riallestimento della collezione.
Prima della cerimonia ufficiale il pubblico, raccolto nella splendida cornice della chiesa di Santa Maria, ha avuto l'occasione di conoscere meglio le vicende del progetto attraverso alcune relazioni che hanno illustrato le diverse fasi.

Dopo una breve presentazione del parroco don Remo Giorgetta, il professore Stefano Della Torre del Politecnico di Milano ha ricordato che l'adeguamento e il riallestimento del museo di Scaria sono stati avviati grazie ad un progetto di valorizzazione dell'Isola Comacina, promosso dalla Provincia di Como, che prevedeva la costruzione di un sistema culturale integrato fra centro lago e Valle Intelvi attraverso la realizzazione di alcuni interventi strategici fra i quali appunto il rilancio della struttura museale di Scaria.
Il progetto, finanziato con un contributo di 6 milioni di euro da Fondazione Cariplo, è confluito nell'Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale "Magistri Comacini", promosso dalla Regione Lombardia, grazie al quale è stato possibile realizzare anche il restauro di Palazzo Scotti a Laino, in cui avrà sede un centro studi sul tema dei Magistri comacini destinato a integrare l'offerta del museo di Scaria.

  

A seguire gli architetti Matteo Motta e Roberto Segattini hanno illustrato le attività svolte per la formazione del nuovo allestimento e la restauratrice Laura De Nardi ha descritto gli interventi di restauro e di sanificazione delle opere prima della ricollocazione negli ambienti del museo, sottolineando le preoccupanti condizioni di conservazione degli oggetti prima dell'intervento di adeguamento. Quindi don Andrea Straffi, responsabile dell'Ufficio diocesano per i beni culturali ecclesiastici, ha presentato alcuni pezzi della collezione del museo nella quale vi sono non solo oggetti di arte sacra, ma anche tele di Carlo Innocenzo Carloni e affreschi strappati provenienti dalla casa Allio di Scaria. Infine la dottoressa Simonetta Coppa, illustre studiosa autrice di una monografia sugli artisti della famiglia Carloni di Scaria, ha illustrato la splendida decorazione della chiesa di Santa Maria, realizzata dal pittore Carlo Innocenzo Carloni e dal fratello scultore Diego Francesco Carloni. Al termine della conferenza ha preso avvio la cerimonia ufficiale con i saluti delle autorità, la presidente della Provincia di Como Maria Rita Livio, il sindaco di Lanzo d'Intelvi Enrico Manzoni, Arnoldo Mosca Mondadori di Fondazione Cariplo, e la benedizione del Vescovo che ha tagliato il nastro aprendo i locali del museo.

Il nuovo museo si presenta disposto su due livelli e ha il suo accesso principale a lato della chiesa di Santa Maria, destinata ad essere parte integrante del nuovo percorso museale. Il primo ambiente all'ingresso è destinato al bookshop nel quale sono esposti alcuni interessanti affreschi strappati dalla chiesa che documentano le fasi precedenti al rinnovamento barocco. Sullo stesso piano sono stati ricavati inoltre una sala conferenza, i servizi igienici e un piccolo magazzino. Il cuore del museo è ospitato al piano inferiore, collegato da una scala interna e da un elevatore. La collezione è suddivisa per temi: una sala è dedicata allo scultore Ercole Ferrata, a lungo attivo a Roma, ed accoglie un ritratto dell'artista e alcune statue in legno opera della sua bottega, in un'altra sala sono collocati oggetti di oreficeria, fra i quali la famosa croce antelamica, alcune sculture in pietra e il "Paradisin", pregevole apparato di provenienza viennese donato da Carlo Innocenzo Carloni e utilizzato per le Quarantore. Infine l'ultimo ambiente accoglie i ritratti dei membri della famiglia Allio, eseguiti da Carlo Innocenzo Carloni, altre tele riferite al pittore intelvese, alcuni paramenti e gli strappi di affreschi provenienti dalla casa Allio di Scaria.

  

Da oggi il museo di Scaria si offre come punto fondamentale per conoscere il ricco patrimonio storico artistico del territorio intelvese attraverso le preziose testimonianze lasciate dagli artisti migranti. La sfida per il futuro è rendere questa struttura, insieme al centro studi di Palazzo Scotti, un punto di partenza per la riscoperta e la valorizzazione di un patrimonio diffuso che caratterizza non solo il territorio intelvese ma anche la Valsolda e il vicino Canton Ticino.

 

Una ricognizione nelle vite della gente comune del Regno Lombardo-Veneto tra 1818 e 1862, basata sui verbali dei processi inquisitori, custoditi presso l’Archivio di Stato di Como. Storie tanto lontane nel tempo, ma che appaiono ancor oggi molto vicine.