Inaugurazione del Museo d'arte di Scaria

Riapre il Museo d'Arte Sacra di Scaria con i suoi tesori

Venerdì 27 marzo riapre al pubblico il Museo d'Arte Sacra di Scaria, con una sede espositiva rinnovata e un nuovo allestimento che raccoglie importanti testimonianze di scultura, oreficeria, pittura, paramenti, disegni e stampe provenienti dalla parrocchia di Scaria e da altre chiese e luoghi della Val d'Intelvi. Il rinato Museo è il risultato di una felice convergenza di partecipazione e di azioni condivise, promosse e attuate da vari Enti, pubblici e privati, nell'ambito dell'Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale (AQST) "Magistri Comacini" che, primo in Lombardia, ha sperimentato nell'area del Centro Lago e della Valle Intelvi un modello di sistema culturale finalizzato alla conoscenza, alla conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale. L'ambito territoriale dell'accordo riunisce infatti due aree che presentano problemi apparentemente antitetici: una fascia costiera internazionalmente nota e frequentata e un'area montana con una grande attrattiva, ancora poco sfruttata, costituita da un patrimonio artistico di singolare qualità. La complementarietà delle due aree, sotto il profilo delle peculiarità culturali, ambientali, turistiche non esclude ampie zone di sovrapposizione in fatto di percorsi a tema archeologico, storico-artistico e naturalistico.

L'intervento di riqualificazione del Museo ha riguardato principalmente la sistemazione della vecchia sede espositiva, non più adeguata ai parametri richiesti dalla normativa vigente sia per l'organizzazione e fruizione degli spazi, sia per le condizioni di conservazione ed esposizione della collezione esistente. Da oggi il Museo di Scaria, che si sviluppa su due piani, potrà disporre di una nuova sala di reception, con postazione informatica e bookshop, di nuove sale espositive climatizzate predisposte per valorizzare appieno gli oggetti conservati, di adeguati servizi igienici, di un locale ad uso deposito e di una piccola sala polifunzionale. Il percorso espositivo studiato valorizza al meglio la collezione che contempla, tra le opere più rilevanti, la croce "antelamica", le statue di Ercole Ferrata, i ritratti di Carlo Innocenzo Carloni e il maestoso apparato per le Quarantore detto "Paradisino". In questa prospettiva sono stati creati diversi spazi tematici, dividendo gli ambienti in varie sezioni, anche con l'obiettivo di suscitare interesse per la storia delle arti e dei mestieri dei Magistri Comacini, non solo di riconosciuta fama internazionale. Molte delle opere conservate sono infatti espressione di quegli artisti Intelvesi che hanno esportato nei secoli abilità tecniche e mestiere, in particolare nel mondo tedesco, e che hanno lasciato in Valle preziose testimonianze che manifestano le influenze artistiche assorbite dai luoghi di emigrazione. Il Museo è dunque espressione, qualificata e puntuale, della storia civico-religiosa della Comunità intelvese.

In occasione dell'inaugurazione verranno presentate le principali tappe del pluriennale lavoro svolto e illustrate le potenzialità di questa nuova realtà museale che rappresenta una delle eccellenze del territorio, insieme all'adiacente chiesa di Santa Maria che custodisce gli stucchi e le pitture dei fratelli Carloni, e la vecchia parrocchiale dei Santi Nazaro e Celso, posta sull'antica via di collegamento con Lanzo e immersa in un suggestivo scenario paesaggistico.

 

Orari di apertura:

venerdì: ore 9.30-12.00 (provvisoriamente su prenotazione);

sabato: ore 15.00 – 18.00;

domenica: ore 10.30 – 12.00 / ore 15.00 -18.00


Info e prenotazioni: 031/840241 (parrocchia di Scaria)

 

[Scarica il programma dell'inaugurazione]

 

Una ricognizione nelle vite della gente comune del Regno Lombardo-Veneto tra 1818 e 1862, basata sui verbali dei processi inquisitori, custoditi presso l’Archivio di Stato di Como. Storie tanto lontane nel tempo, ma che appaiono ancor oggi molto vicine.