Musica. Nuovi concerti al Bagatti Valsecchi

 

 WAGNER, MUSICA E PAROLE

Ritorna la musica al Bagatti Valsecchi: dopo la fortunata stagione dei Giovedì del Museo organizzata nel 2016, si rafforza anche quest’anno la collaborazione con l’Associazione Wagneriana di Milano e il Conservatorio “Giuseppe Verdi”, che porteranno la musica classica nei saloni del museo attraverso la rassegna WAGNER, MUSICA E PAROLE

Nel prossimo appuntamento l’attore Marco Pagani leggerà stralci del libro Una visita a Beethoven, in cui il giovane Wagner immagina l’incontro col grande compositore; la narrazione sarà commentata da brani musicali dei due autori composti per soprano, tenore, violino, violoncello, pianoforte a quattro mani e che saranno eseguiti da un gruppo di docenti e studenti del conservatorio di Milano. Il ciclo si chiuderà con Wagner e Baudelaire, in cui verranno letti scritti di Charles Baudelaire su Richard Wagner e alcune poesie da Les fleurs du mal musicate da Duparc e Debussy, compositori francesi nei quali è evidente l’influenza wagneriana.

PROGRAMMA

Giovedì 16 novembre - ore 20.00
Una visita a Beethoven, di Richard Wagner
Musiche di Wagner e Beethoven eseguite da docenti e studenti del Conservatorio di Milano
Soprano, tenore, violino, violoncello, pianoforte
Marco Pagani, voce recitante; Giovanna Polacco, violino; Stefania Mormone, pianoforte

Giovedì 23 novembre - ore 20.00
Tra Wagner e Baudelaire
Musiche di E. Chausson, C. Debussy, E. Duparc, G. Fauré, C. Chaminade; poesie e scritti di C. Baudelaire
Lorna Windsor e Stelia Doz, soprani
Corrado Greco e Stefania Mormone, pianoforte
Antonino Tagliareni, voce recitante

Visita guidata - ore 19.00
Concerto - ore 20.00
Ingresso al Museo (Via Gesù 5 – 20121 Milano) : 9,00 euro
Si consiglia la prenotazione: Tel 02 7600 6132 | mail. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Una ricognizione nelle vite della gente comune del Regno Lombardo-Veneto tra 1818 e 1862, basata sui verbali dei processi inquisitori, custoditi presso l’Archivio di Stato di Como. Storie tanto lontane nel tempo, ma che appaiono ancor oggi molto vicine.