Como: Parolario al via - Palati fini

PALATI FINI, STOMACI FORTI: IL CINEMA DI PAROLARIO

Il tema che caratterizzerà Expo 2015 - Nutrire il pianeta, energia per la vita - rimette in discussione anche il nostro rapporto con il cibo. Un rapporto che, difficilmente, trova mezze misure: chi ha un approccio superficiale e non si interroga mai su quello che si trova nel piatto, ma anche chi, nel tempo, è diventato quasi maniacale, rischiando di rovinarsi i piaceri della tavola per un "eccesso d'attenzione" alla ricerca spasmodica di pietanze che corrispondano agli schemi che si è preposto. Il rapporto dell'uomo con il cibo attraversa anche tutta la storia del cinema. Non si contano le pellicole dove i protagonisti lottano per meritarsi l'ambita pagnotta, che si tratti di drammi o di commedie come quelle di Charlie Chaplin. E ci sono i film che possono essere definiti per "Palati fini", in senso cinematografico, ma anche culinario. Lungometraggi come “Lunga vita alla signora!” di Ermanno Olmi e “Il pranzo di Babette” del danese Gabriel Axel, che ruotano attorno alla perfetta organizzazione di una sontuosa tavola imbandita dove verranno serviti i più gustosi manicaretti. Ma c'è spazio anche per una divertente e recente commedia italiana, “Pranzo di Ferragosto”, perché anche una semplice tradizione familiare può trasformarsi in un incubo a occhi aperti quando si è in balìa di un agguerrito gruppo di dolci e affamate vecchiette. Negli ultimi anni, fortunatamente, si sono anche moltiplicati documentari che ci raccontano il cibo da differenti punti di vista. Sono film per "Stomaci forti", perché hanno il coraggio di porre lo spettatore di fronte a realtà che, talvolta, preferirebbe ignorare o fingere di non sapere. Come “Food, Inc.”, che indaga la produzione industriale dei cibi che vengono trasformati in fast food (qualcuno direbbe, giustamente, "junk food"). O come il drammatico esperimento di “Super Size Me”, che potrebbe essere interpretato come un involontario sequel del precedente: cosa succede al corpo di chi si nutre esclusivamente di cibo-spazzatura? A questi filmati così forti fanno da contraltare “Terra Madre”, firmato da Ermanno Olmi, per restituire speranza al futuro del nostro pianeta, e “Slow food story”, che racconta una bella vicenda tutta italiana, la cui visione sarà preceduta da un incontro con la Condotta Slow Food di Como.