Film. Conspiracy: il banchetto dei criminali

 

 Giornata della Memoria: la Shoah annunciata e programmata

Memoria. Come si fa ad avere memoria se non si conoscono i fatti? Così ci si domanda: perché e cosa ricordare e che senso abbia – ancora- rivangare il passato. Non sapendo le cose non è necessario dimenticarle… Tuttavia, qualcuno si pone la questione se sia più giusto l’oblio o il dolore che deriva dalla conoscenza.

Nel giorno della “memoria” qualche sensibile essere umano ancorasi domanda: perché ricordare? come ricordare? come non lasciare che la Shoah – l’Olocausto degli Ebrei - resti dentro lo spazio di qualche libro o film o gita triste sui luoghi della tragedia?

Comunque, e per fortuna (ma anche per impegno di molti), nella Giornata della Memoria (il 27 gennaio di ogni anno) si può suggerire di vedere o far conoscere un film di qualche anno fa Conspiracy –Soluzione finale (2001). Non è un gran film e tuttavia, a dispetto di una certa rigidità formale è un film utile e doloroso.

Ricorda un giorno assai particolare nella storia della Seconda guerra mondiale: il 20 gennaio del 1942. In una bella villa alle porte di Berlino una compagnia di carnefici e orrendi uomini (poi - nella realtà - tutti morti sulla forca) mette in scena la più cruda e inenarrabile rappresentazione dell’abiezione umana. Una ventina i protagonisti, più lacchè, attendenti, autisti. Tutti militari al servizio del Terzo Reich dunque di Hitler. Si discute della “soluzione finale” con lucidità medica e precisione ragionieristica: patologie, quantità, sovrabbondanza, capitale, controllo, numeri, tempi e costi... e che i soggetti fossero uomini, donne, giovani, bambini di ogni età poco importa. La supremazia della razza ariana e il rischio di un’eccessiva presenza numerica di individui “non graditi” (ebrei, rom, omosessuali…) avrebbe portato ad una contaminazione pericolosa!

I ragionamenti (?) intorno ad una tavola anche riccamente imbandita e interrotti solo per esprimere dense cognizioni culturali (persino musicali) furono quel giorno agghiaccianti. Il film li riprende da i pochi documenti (le note personali di un generale) sopravvissuti alla distruzione e che sono serviti, a sceneggiatore e regista, per fissare sia i tipi - si direbbe le maschere immonde - sia la mentalità corrente diffusa tra militari, diplomatici, medici. Tutto sotto la direzione di Reinhard Heydrich (Kenneth Branagh) e l’organizzazione “perfetta” di Adolf Eichmann (Stanley Tucci).

Gli ebrei (tedeschi, polacchi, russi...) sono descritti ovvero elencati come bestie da macello e i sistemi per eliminarli diventano - nel film - l’occasione per discutere di qualità e metodo. Ovvero di filosofia del Terzo Reich ben espressa dalle SS.

Non un bel film perché troppo teatrale e claustrofobico eppure una gran prova di coscienza portata da regista (Frank Pierson) e interpreti (un cast di celebrità) al massimo della violenza espressiva e dunque del fastidio (per lo spettatore). Poco importa se la squadra d’attori è solo anglo americana (non tutti credibili come “tedeschi”; quel che conta è lo scopo: mostrare la crudeltà umana e la cattiveria come rigore e moralità militare. Gli ordini si eseguono! Magari col sorriso sulle labbra, anche se Hitler è un comandante pazzo e criminale. Purtroppo, nessuno si oppose...