Bellagio. Le stelle del Lago di Como

 

bellagio

La Punta Spartivento, raggiungibile a piedi in circa 15 minuti dall’imbarcadero è l’“ombelico” del lago di Como, eccezionale osservatorio sui tre rami che lo compongono, esaltato con una panoramica inquadratura dall’alto, accompagnata dal brano originale Bellagio’s vista del premio Oscar Dave Grusin, nel film Un attimo, una vita (1977) di Sidney Pollack.

I protagonisti, Al Pacino e Marthe Keller, approdano a Bellagio con il traghetto da Cadenabbia e prendono due stanze al Grand Hotel Villa Serbelloni. Proprio da Villa Serbelloni si può iniziare l’esplorazione del borgo storico, fatto di caratteristiche viuzze a gradini su cui si affacciano ristoranti e negozi, e del romantico lungolago.

Una passeggiata che evoca le scene di alcuni film famosi: Rocco e i suoi fratelli (1960) di Luchino Visconti, con Annie Girardot e Renato Salvatori, che si baciano sul lungolago Europa; Un mese al lago (1995) di John Irvin, con Vanessa Redgrave, Edward Fox e Alessandro Gassman intenti a fare il bagno al lido; La peggior settimana della mia vita (2011) di Alessandro Genovesi, con Alessandro Siani e Fabio De Luigi, che a loro volta prendono il traghetto da Cadenabbia a Bellagio per raggiungere la promessa sposa di De Luigi, interpretata da Cristiana Capotondi.

Da non perdere una visita a Villa Melzi D’Eril, dove Roger Corman fa soggiornare tre grandi scrittori inglesi, Percy e Mary Shelley e Lord Byron, nel suo film Frankenstein Unbound (1990)

 

I testi delle singole schede sono stati realizzati  dal giornalista  Pietro Berra. 

 

 

MALOMBRA

Villa Pliniana - Torno 

Orrido di Osteno - Claino con Osteno


Trama
 

Tratto dall’omonimo romanzo di Antonio Fogazzaro (1881), narra la storia della contessina Marina di Malombra (Isa Miranda), costretta dallo zio a vivere prigioniera in una tetra e fascinosa villa sul lago di Como fino al giorno in cui si fosse sposata. La ragazza impazzisce e si crede la reincarnazione di una zia suicida.

Rivivendo la storia dell’antenata, che pure fu segregata in quel palazzo, si vendicherà della prigionia provocando la morte dello zio (Gualtiero Tumiati) e di uno scrittore (Andrea Checchi), vittima del suo fascino ambiguo. Alla fine morirà come la zia, in un Orrido dall’altra parte del lago.

 

A parte pochi scorci di Milano, dove vive lo scrittore di cui Marina di Malombra si invaghisce, e del lungolago di Como, da cui partono le barche per raggiungere la Villa Pliniana di Torno, è quest’ultima la location pressoché esclusiva del film. Fatta costruire nel 1547 dal conte Giovanni Anguissola, sopra una fonte intermittente che fu studiata dai Plinii e da Leonardo da Vinci, è una delle dieci ville più famose del mondo, eternata nei secoli da numerosi artisti e poeti.

La biblioteca, i saloni nobili, il parco e, soprattutto, lo strepitoso loggiato in cui sgorga la fonte e dal quale si ha una vista straordinaria del secondo bacino del lago, sono protagonisti di questa pellicola almeno quanto gli attori. L’imponente palazzo è in costante dialogo con le acque del Lario, allora unica via di accesso alla Pliniana.

Dalla darsena della villa, Marina di Malombra si allontana da sola nella scena finale per raggiungere un Orrido “dall’altra parte del lago” (così dicono nel film), già visitato in precedenza con una comitiva di amici e parenti e dove trovò la morte sua zia. In realtà di tratta dell’Orrido di Osteno, paese della provincia di Como affacciato sul lago di Lugano. Nell’Ottocento era meta di frequenti visite in barca. Oggi è di proprietà privata.

 

Curiosità

Come nel film, anche nella realtà Villa Pliniana è stata un luogo frequentato da scrittori e, si dice, pure da fantasmi. Vi soggiornarono Stendhal e George Gordon Byron, Ugo Foscolo e Antonio Fogazzaro, che trasse per l’appunto ispirazione per il suo romanzo “Malombra”.

A fine Ottocento era particolarmente viva la storia, che sconfina nella leggenda, del principe Emilio Barbiano di Belgioioso d’Este, che, dopo una scandalosa fuga da Parigi, qui si ritirò per otto anni (tra il 1843 e il 1851) con la propria amante Anna Berthier, principessa di Wagram e moglie del duca di Plaisance. Si narra che ogni giorno, allo scoccare della mezzanotte, i due amanti si avvolgessero insieme in un lenzuolo bianco per tuffarsi dall’alto della loggia nel lago. E c’è chi giura di vederli ancora in certe notti di luna...

Nel 1941 Mario Soldati aveva già ambientato un altro film nel Comasco, “Piccolo mondo antico”, tratto da un altro romanzo di Antonio Fogazzaro: la villa appartenuta allo scrittore a Oria, frazione di Valsolda, sulla sponda comasca del lago di Lugano, nel film diventa la dimora dei protagonisti Franco (Massimo Serato) e Luisa (Alida Valli), mentre Villa Balbianello di Lenno è la casa della contessa Maironi.

la scena finale per raggiungere un Orrido “dall’altra parte del lago” (così dicono nel film), già visitato in precedenza con una comitiva di amici e parenti e dove trovò la morte sua zia. In realtà di tratta dell’Orrido di Osteno, paese della provincia di Como affacciato sul lago di Lugano. Nell’Ottocento era meta di frequenti visite in barca. Oggi è di proprietà privata.

 

 

 

C’ERA UNA VOLTA IN AMERICA

Bellagio 

 

Trama

Tratto dal romanzo Mano armata (1983) di Harry Grey, l’ultimo e più importante film di Sergio Leone è un viaggio attraverso l’America metropolitana lungo quasi mezzo secolo. Le vicende narrate si concentrano in tre periodi: 1922-23, i protagonisti sono ragazzini, la loro scuola sono le strade nel Lower East Side di New York, David “Noodles” Aaronson (Roberto De Niro) spia Deborah Gelly (Elizabeth McGovern), sorella di un suo amico e grande amore della sua vita; 1932-33, i protagonisti sono diventati una banda di gangster; 1968, Noodles torna a New York in cerca del tempo perduto.

Nel montaggio della sequenza in cui Noodles (Robert de Niro), boss del proibizionismo, porta Deborah (Eliza - beth McGovern) in un ristorante sul mare affittato esclusivamente per loro due, il lido di Venezia, set principale di questa scena, si alterna con Bellagio, sul lago di Como, come testimonia il critico Morando Morandini nella prefazione di questa guida. Sempre a Bellagio è stata girata una delle ultime scene del film: quella  del  ricevimento  nella  villa  del senatore  Bailey.  

Non  è  l’unico   caso   in   cui   location   comasche compaiono in film importanti con dei “camei” riconoscibili solo da chi conosce bene questi posti: in "Che bella giornata" di Gennaro Nunziante, campione di incassi in Italia nel 2011, il laghetto su cui il protagonista Checco Zalone dà da mangiare il cous cous alle papere è quello brianzolo di Alserio. Anche in "Cassandra crossing", film catatrofistico del 1976 diretto da George Pan BELLAGIO STAZIONE TRENI GRANDATE Cosmatos, il treno lanciato attraverso l’Europa passa anche dalla stazione di Grandate, appena fuori Como, delle Ferrovie Nord (oggi Trenord).

 

Curiosità

Dopo le riprese di C’era una volta in America, Robert De Niro è tornato più di una volta in vacanza sul lago di Como con la sua famiglia. Nell’estate del 2007 i paparazzi lo hanno sorpreso proprio a Bellagio, intento a fare colazione al Grand Hotel Villa Serbelloni.

Tra le altre mete predilette dal grande attore sul lago di Como, Villa d’Este di Cernobbio, l’Isola comacina, i giardini di Villa Melzi d’Eril (sempre a Bellagio) e il ristorante “La Tirlindana” di Sala Comacina. Nel 2010 De Niro è ricomparso sul lago, ospite di George Clooney a Laglio, è ne è rimasto talmente affascinato da chiedere all’amico di vendergli una delle sue ville, Villa Margherita. Ma l’affare non è andato in porto.

 

 

FRANKENSTEIN OLTRE LE FRONTIERE DEL TEMPO

Villa Melzi d’Eril – Bellagio

Lungolago

 

Trama

Nel futuro, uno scienziato (John Hurt) sta conducendo degli studi per realizzare un’arma potentissima. Nel corso degli esperimenti si apre per caso una porta spazio-temporale che lo catapulta con la sua auto nella Svizzera dell’Ottocento. In  un’osteria  incontra  un  uomo  che  dice  di  chiamarsi  Victor Frankenstein (Raul Julia), quindi conosce Mary Wollstonecraft (Bridget Fonda), non ancora sposata Shelley, destinata a diventare l’autrice del romanzo Frankenstein o il Prometeo moderno.

I due fanno un giro nelle campagne e, per mezzo del computer della sua auto, lo scienziato si fa inviare dalla sua segretaria il libro Frankenstein e permette alla giovane di leggerlo. Mary vive in una grande villa neoclassica (Villa Melzi d’Eril a Bellagio, sul lago di Como) dove conduce un rapporto a tre con il poeta George Gordon Byron (Jason Patric) e con il suo futuro marito Percy Shelley (Michael Hutchence). Prendendo spunto dal ciclostile fattole avere dallo scienziato, scriverà il romanzo...

 

Il regista Roger Corman spiegò così la decisione di girare sul lago di Como: «Scelsi Milano per la produzione ma lì ho girato solo alcune scene in interno (...) per dirigermi verso il lago di Como che poteva facilmente rappresentare quello di Ginevra nel XIX secolo. In alcune zone ci sono edifici storici protetti dalle Belle arti che risalgono proprio all’Ottocento».

Tra questi Villa Melzi d’Eril, a Bellagio, costruita tra il 1808 e il 1810 per Francesco Melzi d’Eril, vicepresidente della Repubblica italiana ai tempi di Napoleone. Nel parco, che si estende per 800 metri lungo la riva del lago, vi sono statue egizie e il monumento a Dante Alighieri e alla sua musa Beatrice dello scultore Giovan Battista Comolli, di fronte al quale Franz Listz, uno degli ospiti celebri di Villa Melzi, compose la Sonata a Dante (1847-1855). A Villa Melzi, Corman ha collocato la dimora di Percy Shelley e della moglie Mary, autrice di Frankenstein, girando alcune scene al piano nobile e nel giardino.

 

Curiosità

Brian Aldiss, autore del romanzo Frankeinstein unbound da cui fu tratto il film, nonché sceneggiatore per Spielberg e Kubrick, così ricorda il soggiorno sul lago: «Corman mi invitò con tutta la famiglia sul set, un palazzo di un nobile (il conte Ludovico Gallarati Scotti, ndr) a Bellagio, sulle rive del Lago di Como».

«Il  proprietario – ricorda Aldiss – ce  lo aveva prestato a condizione di avere un ruolo da comparsa». Lo scrittore, in alcune interviste, ha raccontato anche di “notti chiassose” trascorse nei locali rivieraschi con gli attori John Hurt e Bridget Fonda, «mentre Charlotte, la nostra figlia più giovane, si era presa una cotta per Michael Hutchence (il cantante degli Inxs, scomparso tragicamente nel 1997, ndr) che interpretava PB Shelley».

Mary Shelley (Bridget Fonda nel film), l’autrice di “Frankenstein”, fece davvero un viaggio sul lago di Como, di cui descrisse con ammirazione Villa Carlotta di Tremezzo e dove cercò di prendere in affitto, senza successo, Villa Pliniana di Torno. Proprio alla Pliniana, una delle dimore più affascinanti e misteriose del lago di Como, soggiornò il poeta George Gordon Byron, impersonato in questa pellicola da Jason Patric.

 

 

 

UN ATTIMO UNA VITA

Bellagio

Varenna Villa Serbelloni – Bellagio

 

Trama

Il pilota americano Bobby Deerfield (Al Pacino), campione di Formula 1, vede morire il suo compagno di scuderia in uno scontro in pista. Avendo dei sospetti sulla dinamica dell’incidente, e temendo per la propria vita, Bobby si reca in una clinica in Svizzera, per cercare di carpire delle informazioni al pilota sopravvissuto.

Qui viene avvicinato da una ragazza di Firenze, Liliana Morelli (Marthe Keller), che lo prega di accompagnarla in Italia con la sua automobile. Nel viaggio Bobby rimane affascinato dall’originalità di Liliana e nasce un grande amore, ma non sa che quel suo modo di essere fuori dagli schemi è legato a una terribile verità nascosta, un male incurabile…

 

Per passare dalla Svizzera all’Italia, Bobby e Liliana attraversano il confine a Valsolda, sulle alture che uniscono il lago di Lugano a quello di Como. Suggestiva la discesa in auto, una leggendaria Alfetta Gt, verso la riva: inquadrata, sullo sfondo, la punta spartivento di Bellagio, promontorio proteso al centro dei tre rami del Lario. Lo raggiungono prendendo il traghetto che parte da Tremezzo, uno dei paesi più belli e caratteristici del centro lago.

I due protagonisti si danno ancora del lei: “Facciamo sosta qui se vuole, ci fermiamo per la notte. Oppure possiamo fermarci solo a mangiare o proseguire subito”, dice Pacino alla Keller. Lei opta per la notte. Prendono due stanze al Grand Hotel Villa Serbelloni, uno degli alberghi più rinomati del lago di Como. Ma, dopo una cena romantica in un ristorante sulla riva, passano al “tu” e decidono di trascorrere la notte nella stessa camera.

Sarà la loro prima notte d’amore. Al mattino sono pronti a ripartire: il lago è un incanto, dalle acque sale verso i monti una mongolfiera. Liliana vorrebbe seguirla, “ma nemmeno chi la pilota sa dove va”, osserva Bobby. Il lago di Como è lo sfondo vivo, e complice, di alcune scene tra le più intense del film. La sua aurea romantica contagia i protagonisti: li spinge a lasciarsi andare, ad amarsi.

 

Curiosità

L’approdo dei due protagonisti sul lago di Como, caratterizzato dalla straordinaria visione del promontorio di Bellagio (prima dall’alto, mentre scendono lungo la strada in automobile, poi dal traghetto) è accompagnato da un brano musicale in perfetta sintonia, tenero ed evocativo, ispirato dagli stessi panorami: “Bellagio vista” del compositore/ pianista Dave Grusin, autore della colonna sonora.

Un altro grande attore, sodale di Al Pacino, ha recitato a Bellagio: Robert De Niro, in una scene di “C’era una volta in America” di Sergio Leone (1984). De Niro è poi tornato in più occasioni sul lago di Como con la famiglia. Nell’estate del 2007 i paparazzi lo hanno sorpreso proprio a Bellagio, intento a fare colazione al Grand Hotel Villa Serbelloni. Tra le altre mete predilette dal grande attore, Villa d’Este di Cernobbio, l’Isola Comacina, i giardini di Villa Melzi d’Eril (sempre a Bellagio) e il ristorante “La Tirlindana” di Sala Comacina. Nel 2010 De Niro è stato ospite di George Clooney a Laglio, è ne è rimasto talmente affascinato da chiedere all’amico di vendergli una delle sue ville, Villa Margherita. Ma Clooney non ha voluto concludere l’affare.

 

 

ROCCO E I SUOI FRATELLI

Lungolago Europa – Bellagio

Hotel Grande Bretagne – Bellagio

 

Trama

La vedova Rosaria Parondi (Katina Paxinou), lascia la Lucania con quattro figli per trasferirsi a Milano, dove già vive il primogenito Vincenzo (Spiros Focas). In un condominio in periferia i Parondi conoscono Nadia (Annie Girardot), ragazza di strada che prospetta loro la possibilità di arricchirsi con la boxe.

Simone (Renato Salvatori) si dedica alla nuova professione, ma presto si perde negli ambienti della piccola malavita. Rocco (Alain Delon) lavora in una lavanderia, Vincenzo ha un impiego temporaneo, Ciro (Max Cartier) diventa operaio specializzato, e Luca (Rocco Vidolazzi) è ancora bambino e si arrangia con dei lavoretti. Prima Simone e poi Rocco si innamorano di Nadia. Il primo per gelosia la uccide e il secondo sacrifica amore e ambizioni per la famiglia.

 

A Bellagio, Nadia e Simone, uno dei fratelli protagonisti del film, si prendono qualche giorno di vacanza da Milano. Passeggiando nella zona dell’attuale Lungolago Europa, tra l’imbarcadero e l’allora funzionante Hotel Grande Bretagne, Nadia parla proprio di quest’ultimo al suo amato: «[...] è un albergo. Ma un albergo al bacio, caro mio. [...] Guarda si chiama Gran Bretagna: vedi, una volta ci venivano molti turisti inglesi a Bellagio [...]. Se poi vedessi le stanze... altro che le camere della nostra pensione [...] Anche i prezzi sono fantastici [...] Vogliono 10.000 lire al giorno solo per dormire». E Simone promette: «Prima che finisce l’anno, ti porterò io qui».

 

Curiosità

Il regista Luchino Visconti (1906-1976) era molto legato al lago di Como: Villa Erba di Cernobbio apparteneva alla sua famiglia e nel suo immenso parco diceva di aver passato i momenti più belli dell’infanzia e della giovinezza. Vi trascorse tutte le estati fino al 1929 e in età matura vi ospitò alcuni trai più importanti amici e colleghi, come Franco Zeffirelli, Helmut Berger e Alain Delon. Nell’ultima parte della vita, il regista, ormai minato nella salute, riadattò l’ex scuderia a sala montaggio e qui ultimò la lavorazione del capolavoro “Ludwig” (1973).

Bellagio, nota come la Perla del Lario per la sua straordinaria posizione al centro tra i tre rami del lago, fu già un set naturale agli albori del cinema. Tra il 1896 e il 1897, durante i mesi che i fratelli Lumière dedicarono alla diffusione del cinematografo in Italia, fecero diverse riprese nei luoghi dove si fermavano a proporre i loro spettacoli. Tra queste figurano alcune scene di una gara di imbarcazioni a Bellagio, conservate assieme ad altre registrazioni inedite alla Cineteca nazionale di Roma.

Il bacio che Annie Girardot e Renato Salvatori si danno nel film sul lungolago di Bellagio fu solo il primo di una lunga serie. I due attori si innamorarono durante le riprese e nel 1962 si sposarono. prendono qualche giorno di vacanza da Milano. Passeggiando nella zona dell’attuale Lungolago Europa, tra l’imbarcadero e l’allora funzionante Hotel Grande Bretagne, Nadia parla proprio di quest’ultimo al suo amato: «[...] è un albergo. Ma un albergo al bacio, caro mio. [...] Guarda si chiama Gran Bretagna: vedi, una volta ci venivano molti turisti inglesi a Bellagio [...]. Se poi vedessi le stanze... altro che le camere della nostra pensione [...] Anche i prezzi sono fantastici [...] Vogliono 10.000 lire al giorno solo per dormire». E Simone promette: «Prima che finisce l’anno, ti porterò io qui».