Como. Mostra al Collegio Gallio - Gli artisti

Mattia Vacca

Nato a Como nel 1978. Nel 2003 si laurea in Scienze della Comunicazione con specializzazione in cinema e giornalismo. Per due volte viene selezionato per il Masterclass FSS Film Studies and Documentary Filmmaking a Locarno. Dal 2006 si occupa quotidianamente di cronaca in Lombardia per il Corriere della Sera e il Corriere di Como.

Ha pubblicato sui maggiori quotidiani Italiani e sui magazine internazionali Private Photojournalism, Sette, Sportweek, Bak Magazine, Fstop magazine, File Magazine, Bild der Frau, AutoCapital, Quattroruote, Capital.

Ha realizzato reportage in diversi paesi del mondo e negli ultimi anni è tornato ad interessarsi dell'Italia: "A WINTER'S TALE" è il primo progetto a lungo termine, realizzatosi grazie all'uscita del libro fotografico in cui racconta il Carnevale di Schignano che porta in se' una storia di migrazione.

Con il suo lavoro egli mira a preservare la memoria di individui, popoli e tradizioni: entrare nel vivo della cultura popolare al fine di raccontare al meglio le persone, gli eventi e le tradizioni, da un punto di vista che pochi riescono a raggiungere. Mattia vive e lavora tra Como e Milano.

 

Camolgion Babaev

Nato nel 1978 a Tashkent, capitale dell'Uzbekistan. La sua è una famiglia dalle profonde radici culturali, che riprendono il loro vigore con la fine dell'impero sovietico: in questo ambiente, di ritrovata libertà intellettuale, Camolgion scopre giovanissimo la sua vena pittorica.

Il nonno, con cui Camolgion ha trascorso molto tempo durante la sua infanzia, è uno dei massimi rappresentanti della poesia contemporanea Uzbeka e certamente la sua vicinanza e le letture dei classici della letteratura italiana, hanno accresciuto la sensibilità artistica del giovane pittore.

L'Uzbekistan offre a Camolgion un incredibile repertorio di soggetti da rappresentare: i paesaggi centro asiatici, fatti di steppe e di orizzonti senza confini, i contrasti di colore e anche una infinita galleria di caratteri originali gli permettono di definire e migliorare le sue tecniche pittoriche.

Nel 1998, dopo aver conseguito la maturità artistica ed aver terminato il secondo anno dell'Accademia di Belle Arti "Kamoliddin Begzod" di Tashkent, grazie ad una borsa di studio arriva a Como, dove nel successivo anno frequenta l'Accademia di Belle Arti "Aldo Galli". Si ambienta facilmente e Como diventa la sua seconda casa: un piccolo appartamento sulle rive del lago, che gli fa anche da studio, diventa il suo rifugio. Qui, con l'aiuto del pennello, ripercorre i ricordi del suo grande paese d'origine, che rimane, comunque, la lente culturale attraverso cui Camolgion rappresenta la realtà.

 

Matteo Galvano

Nasce a Como il 3 gennaio 1983, dove tutt'oggi vive e lavora. Si diploma a Cantù presso l'Istituto d'Arte, dove dedicò i suoi studi sulle più conosciute tecniche artistiche approfondendo l'interesse verso l'uso di uno strumento nuovo: la penna biro, creata da László József Bíró nel 1938, anno che, per buona casualità, contiene le medesime cifre presenti nella sua data di nascita.

Dal 2002 sino ad oggi la sua ricerca artistica evolve di pari passo con l'abilità nell'uso della biro: tecnica dall'alto livello di difficoltà che richiede estrema precisione nel tracciare a mano libera segni e tratti, ora più intensi, ora più leggeri, sapendo domare magistralmente l'inchiostro che scivola veloce sulla carta cotone bianca, solo dopo un'attenta e studiata elaborazione dell'idea progettuale.

La biro ha il compito di tradurre graficamente, con grande calore e d'istinto, tutto ciò che poco prima non era altro che un progetto astratto, senza poter commettere il minimo errore: pena la perdita dell'opera.

Nel 2010 si reca a New York. Da qui la svolta decisiva della sua ricerca che considera le architetture testimoni di una delle più alte forme dell'intelligenza umana, oltre che conservatrici ognuna delle proprie storie, lasciando al di fuori di esse illimitata libertà d'immaginazione.

L'artista ha ricevuto interessanti recensioni da critici d'arte, giornalisti di quotidiani e riviste specializzate. Dal 2010 collabora con la Galleria Estense Arte di Cernobbio, che accoglie le sue opere in esposizione permanente. Oggi è persino Testimonial dell'azienda PaperMate con la quale collabora ad alcuni progetti.

Oltre a varie mostre collettive, egli ha realizzato nel 2013 la sua prima mostra personale: "Quando la Ragione incontra la Biro" è il titolo di questo suo grande progetto dove lui e la sua Biro sono stati protagonisti. Tutto questo ricorda, oggi più che mai e con un pensiero alla cronaca Parigina dei mesi scorsi, una tra le più appassionate parafrasi di Roberto Benigni "Quando un uomo con la pistola incontra un uomo con la biro, l'uomo con la pistola è un uomo morto, perché la biro dà l'eternità", rivista dall'originaria frase del film "Per un pugno di dollari" diretto da Sergio Leone ed interpretato da Clint Eastwood.

 

Una ricognizione nelle vite della gente comune del Regno Lombardo-Veneto tra 1818 e 1862, basata sui verbali dei processi inquisitori, custoditi presso l’Archivio di Stato di Como. Storie tanto lontane nel tempo, ma che appaiono ancor oggi molto vicine.

La passione civile ha sempre animato Luigi Fagetti, indirizzandone la vita professionale e l'impegno sociale. Como: città sempre amata anche nei momenti di crisi.

 

Ricco corredo iconografico; rigore scientifico e alta leggibilità. L'intera vicenda del Teatro comasco: architettura, artisti, spettacoli. Una storia lunga due secoli.