Quadri. Primavera in Pinacoteca

 

 la pinacoteca civica di como celebra la primavera

La Pinacoteca civica celebra l’arrivo della primavera esponendo nella sala conferenze il capolavoro seicentesco Allegoria della Primavera. Il dipinto, recuperato in tempi recenti, costituisce una delle scoperte più interessanti degli ultimi anni, non solo nell’ambito delle collezioni dei Musei civici ma di tutto il panorama della pittura lombarda del Seicento. Le ragioni di questa eccezionalità dipendono dal soggetto della tela, che non racconta una storia sacra come gran parte dei quadri del periodo ma mette in scena un'affascinante raffigurazione profana.

È assai raro che siano pervenuti fino ad oggi soggetti di questo tipo dipinti in Lombardia nei primi decenni del XVII secolo, nella straordinaria stagione figurativa che vede come protagonisti pittori del calibro dei Procaccini, di Cerano, di Morazzone e che sarà spazzata via dalla terribile peste del 1630, quella narrata da Manzoni nei Promessi Sposi

Con questo quadro ci immergiamo nella cultura tardorinascimentale della villa, della passione per i giardini e per la coltivazione di nuove specie floreali. Diversamente dalle atmosfere cupe e drammatiche dei dipinti sacri realizzati in quegli anni per gli altari delle chiese milanesi e comasche, qui prevale un’intonazione festosa e solare, sottolineata da una tavolozza dai colori vivaci, da una grande attenzione nel descrivere gli abiti suntuosi dei personaggi e  il luogo in cui agiscono. 

La scena è ambientata in un giardino ricco di fiori, tra i quali spicca la presenza preziosa dei tulipani - molto ricercati e costosi nel Seicento. Sullo sfondo riconosciamo un ninfeo (o “fontana” come si diceva a quei tempi) e un edificio, quasi certamente una villa, cinto da aiuole all’italiana. Spostando l’attenzione sul lato superiore del quadro ci accorgiamo che da una sontuosa veste bordata d’oro spunta un piede calzato da un sandalo e, poco più in là, compare la zampa di un volatile: segno che in origine le dimensioni in altezza della tela erano ben maggiori di quelle attuali e che la storia rappresentata prevedeva anche una serie di figure dislocate in una parte alta andata perduta. Allo stesso modo, se consideriamo l’inclinazione prospettica degli edifici in secondo piano e gli atteggiamenti delle figure, specie di quella inginocchiata con il vaso di fiori, ci rendiamo conto che la composizione è stata ampiamente decurtata anche sul lato destro. Per dirla in parole povere, ci troviamo di fronte all’unica tessera conosciuta di un puzzle di misure assai rilevanti, composto almeno da altri due o tre ritagli di cui non abbiamo notizie.

Ma cosa rappresenta questo dipinto? Grazie al confronto con stampe tardo cinquecentesche che mostrano figure e attributi iconografici simili a quelli osservabili nel quadro sembra assai verosimile si tratti del frammento di un’Allegoria della Primavera, una celebrazione del ritorno della fioritura dopo i freddi dell’inverno. In questo senso si spiegano la presenza della fanciulla con la ghirlanda di fiori, che sembra alludere al mito di Flora, e il rilievo assegnato alla descrizione del trionfo botanico (tulipani, narcisi, viole, viburno "pallon di maggio" etc), tanto da renderlo protagonista al pari delle figure.

Questa predilezione ci rimanda alla passione collezionistica per i quadri di fiori, soprattutto per quelli fiamminghi di Jan Bruegel, diffusa nella Lombardia di inizio Seicento e spinge a chiedersi se per la realizzazione delle diverse specie botaniche fu chiamato a collaborare un pittore come Carlo Antonio Procaccini, uno dei maggiori specialisti di questo genere di pittura nella Lombardia di primo Seicento.

L’opera sarà visibile nella sala conferenze sino alla fine del mese di aprile, accompagnata da un’interessante ricerca dello storico dell’arte Paolo Vanoli.

 

La passione civile ha sempre animato Luigi Fagetti, indirizzandone la vita professionale e l'impegno sociale. Como: città sempre amata anche nei momenti di crisi.

 

Ricco corredo iconografico; rigore scientifico e alta leggibilità. L'intera vicenda del Teatro comasco: architettura, artisti, spettacoli. Una storia lunga due secoli.