Lettere dal Nord. Prospettive

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Niente Pasqua in famiglia. Le nuove disposizioni prevedono che, se vai all’estero senza un grave motivo che ti obbliga a farlo, al tuo rientro in Norvegia devi farti obbligatoriamente la quarantena in hotel a Oslo, a tue spese. Sempre che tu sia residente, in Norvegia, altrimenti qui non ci metti proprio piede.
Insomma, lo stato norvegese non vieta espressamente ai suoi cittadini qualcosa.. Semplicemente lo rende molto complicato, cosi’ anche chi non sente di dover fare scelte per il bene civico, desiste.
In fondo, e’ una scelta che capisco. E ovviamente ci atterremo, come sempre, ai consigli del dipartimento di salute, nella speranza che queste restrizioni aiutino ad avere qualche liberta’ di movimento in piu’ la prossima estate.

Questa Pasqua sara’ per la nostra famiglia, e so gia’ che sara’ fantastica, con le mille sorprese per le bimbe e le gite in giornata tra mare e boschi. Potremo avere ospiti: due, se entrano in casa, e cinque se stiamo all’aperto. Queste disposizioni permettono (e hanno permesso fino ad ora) di tenere scuole e asili aperti – ci penso sempre – quindi va bene cosi’. Anche le piscine e le palestre sono aperte per i corsi dei bambini, la vita dei quali, fatto salvo qualche spruzzo di antibatterico, qui e’ cambiata ben poco.
L’unica cosa della quale risentono e’ la possibilita’ di vedere piu’ spesso nonni e zii, dei quali ormai Carlotta, avendo quasi quattro anni, chiede ogni santo giorno. Del resto, nei suoi primi tre anni (circa) di vita ha girato il mondo, tra Honolulu e Dubai, nei fine settimana dagli zii a Londra e Parigi e poi, ovviamente, in Italia dai nonni. Non prendere un aereo le sembra molto strano, tanto che spesso gioca a viaggiare in aereo, mettendo in fila le seggioline colorate e distribuendoci i biglietti disegnati da lei mentre ci invita ad accomodarci al nostro posto.

Dall’altra parte c’e’ Matilde, quasi un anno, certo tropo piccola per capire distanze e possibilita’, ma che i nonni li ha visti quasi solo in video, e di aereo ne ha preso uno solo da quando e’ nata. Con tutto il tempo che ha passato vedendo soltanto genitori e sorella, eravamo cosi’ in ansia per il suo inizio all’asilo, che vedere quanto e’ stata felice di scoprire che a questo mondo esistono anche altri esseri viventi ci ha davvero rincuorato.
Certo che questi sono altri problemi rispetto ai cambiamenti che molti bambini hanno dovuto affontare in altre parti del mondo. Non ci lamentiamo certo, ma da genitori cerchiamo comunque di fare in modo che questo periodo lasci meno segni possibili sull’infanzia delle nostre bimbe.
E il gioco e’ forse il modo migliore per esorcizzare le paure e le mancanze.
Mi siedo su quella seggiolina e fingo di sistemare il mio bagaglio sotto il sedile, mentre il pilota Carlotta ci informa che stiamo partendo per l’Italia, di allacciare le cinture. A volte andiamo a Londra da Lorenzo (mio nipote di due anni), scendiamo dall’aereo e andiamo subito al museo di storia naturale, a vedere i dinosauri, che a Carlotta piacciono molto. La guida Carlotta spiega a Matilde dove troviamo il T-rex e ci consiglia di fare un giro nella parte del museo dedicata agli insetti. Poi prende il suo piccolo microscopio (per bambini, ovviamente) e le mostra gli insetti conservati nella resina della collezione del museo. Usciti dal museo andiamo al negozio di giocattoli dove ci porta sempre la zia Franci. Carlotta dice che e’ meraviglioso, e ci descrive che giochi ci sono e quali vorrebbe che tornassero con noi in Norvegia. Altre volte invece siamo nella stanza di zia Chiara a Parigi, Carlotta prova cappelli e collane e giochiamo insieme a prendere il the. La parte piu’ difficile e’ quando dobbiamo fare finta che siamo in Italia, perche’ la tristezza si fa spazio su quel musetto dolce che non capisce in fondo perche’ non ci possiamo andare davvero.
Allora uso la prospettiva. Faccio piani. Prendo la mia agenda (tutti sanno che sono agenda-dipendente, pure mia figlia di tre anni.. e sa che se qualcosa e’ segnato sulla mia agenda, allora si fa di sicuro) e le chiedo cosa le piacerebbe fare quando arriviamo in Italia, e annoto tutto.

Il giro in bici al lago, il bagno nelle acque verdi, poi la brioches a Canzo alla vecchia pasticceria Ponti. Con la nonna a prendere il gelato da Roda, sul cono, ovviamente… e magari anche due pizzette, che troppo dolce annoia. La colazione con il nonno e i suoi biscotti preferiti, poi fuori in piscina con Lorenzo. Giocare sul grande tappeto nel giardino dei nonni tutti insieme, con Giacomo (mio nipote di 1 anno) e Matilde. E poi andare al ristorante sul lago, a mano con mamma e papa’ nelle sere calde dove si sentono le cicale. Cercare le lucciole la sera e mangiare tutti insieme sulla terrazza.

Buonanotte, amore mio. Abbiamo un piano.
Abbiamo un piano, mamma.
E prima o poi lo realizzeremo.

A presto
Arianna