Lettere dal Nord: La Pace nel mondo

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 LA PACE NEL MONDO

Il desiderio della ‘pace nel mondo’ e’ qualcosa di talmente surreale che, se lo sentite pronunciare, probabilmente siete ad una gara di bellezza degli anni ’50. Al giorno d’oggi nessuno si sogna neppure di pensare ad una cosa del genere. Eppure un progetto di pace c’è stato, lo abbiamo avuto sotto gli occhi: l’Unione Europea è un sogno di pace tra i popoli, o quantomeno il sogno di riuscire ad evitare una terza guerra mondiale… Poi, forse, il missile incriminato arriverà da terre lontane, in mano a singoli personaggi ancora più surreali del ‘sogno di pace nel mondo’… ma l’idea di una Europa unita, nei valori e nei principi, sicuramente può essere un elemento stabilizzante in un contesto di equilibri precari.
‘’L’Unione si fonda sui valori della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello stato di diritto e del rispetto dei diritti umani. Inoltre, le società degli Stati membri sono caratterizzate dal pluralismo, la tolleranza, la solidarietà e la non discriminazione’’.  Bello. Bellissimo. E pienamente condivisibile. Peccato che sia rimasto un mero esercizio di grafica su di un foglio che nessuno ha mai preso sul serio.
E non mi riferisco al Regno Unito, che unito non è nemmeno al suo interno. Ve ne dà già un’idea il numero di squadre di calcio che partecipano agli europei.. è come se per l’Italia partecipasse: Sardegna, Sicilia e isole, Centro-Nord e ‘quello che resta’. Ma per piacere… La verità è che il Regno Unito si sta dividendo ancora di più, tanto che la sua capitale non è nemmeno più degli inglesi. E forse anche questo è il problema.
Financial Times ‘You tell us: voters chose to leave the EU. Now what?’ Ma che l’Unione Europea avesse fallito ce ne eravamo accorti ben prima della ‘Brexit’. Dalla crisi in Grecia alle finte quote migranti ai muri sui confini.. Forse ha ragione la mia amica Maria, nata in Messico, genitori spagnoli, sposata con un Danese e residente in Norvegia: l’Europa è troppo giovane e le aspirazioni troppo alte.
Serve più tempo, dice lei.
Forse serve anche attenersi un po’ di più al ‘piano iniziale’, dico io. Perchè di questi tempi i valori dell’unione sembrano solamente parole al vento, tanto che, nonostante le palesi violazioni degli stessi, nessuno si è nemmeno sognato di far valere quanto previsto dagli articoli della Costituzione, sospendendo l’appartenenza dello Stato membro che ha violato il principio fondatore.
E se gli obiettivi scritti su quel foglio sono ‘’promozione della pace, dei suoi valori e del benessere dei popoli’’, sembra che l’ unico principio del quale ci si ricorda sia quello economico, tanto che le acquisizioni in terra straniera, caduta in disgrazia, da parte degli Stati membri più forti, a me sembrano tanto una sorta di guerra silente legalizzata.
Certo, è complicato. Ma è la nostra unica occasione, stavolta dobbiamo essere più bravi. Dobbiamo essere capaci di pensare al fine e darci da fare per raggiungerlo, che costi fatica, che costi rinunce, che costi mettere da parte il nostro eterno senso di ‘approfittare del sistema’. Perchè il sistema siamo noi e, se collassa, ci trascina tutti con se.
Ma dobbiamo pretendere che chi fa le leggi impari a conoscere davvero ‘l’identità nazionale’ dei suoi Paesi membri, con i suoi prodotti, la sua cultura, la sua terra. Che faccia leggi giuste per la collettività. E che le faccia rispettare.
Il giorno che il Regno Unito ha votato per uscire dall’Unione Europea ci siamo sentiti tutti molto tristi. Gabriele, il mio compagno, mi ha detto ‘quando ero piccolo mio padre mi diceva che da grande avrei vissuto in un mondo dove non sarebbero esistiti i confini, dove tutto sarebbe stato più vicino per tutti. Dire no all’Europa unita è come uccidere un sogno’.
Ma non si possono uccidere i sogni. Le nuove generazioni lo sanno. Delle mie sorelle, una ha vissuto otto anni in Spagna, l’altra in Portogallo, in Angola e ora vive a Londra. Il compagno di una è francese, l’altra è sposata con un portoghese (per la verità, per un quarto è inglese). Io vivo in Norvegia. Noi siamo un esempio delle nuove generazioni. Siamo cittadini del mondo. E lotteremo per il sogno di una Europa davvero unita.