Lettere dal nord. Italia all’estero

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Lettere dal nord: il blog di Arianna Minoretti

Dopo il racconto pubblicato durante il periodo natalizio (clicca qui per leggerlo), proponiamo un’altra “lettera dal nord” di Arianna Minoretti, italiana trasferitasi in Norvegia, precisamente a Trondheim, per motivi di lavoro che, attraverso questo suo blog racconta la vita e la cultura del paese scandinavo, ricco di bellezze e particolarità.

 

Pizza, mafia e Berlusconi.

Ovunque andiate, questa è la formula di rito con la quale vi risponderanno non appena direte che siete italiani. E preparatevi alle battute e alle ‘strizzatine’ d’occhio ogni volta che che usciranno argomenti tipo “conflitto d’interessi”, “corruzione”, “raccomandazione” o “politici”. Sull’ ultimo argomento le storielle sulla nostra nazione potrebbero intrattenere i commensali per una intera serata, dall’ex pornostar al conduttore televisivo eccetera eccetera.

Diciamo che noi italiani non è che stiamo molto attenti a farci una buona pubblicita’. Così succede che, all’aereoporto di Trondheim, in un qualunque bar, nel settore ‘succhi di frutta’, si possono trovare cose tipo questa:

 

Credeteci, è vero, l’ho fotografato io. ‘more immunity than Berlusconi’

Volevo sprofondare (dopo aver fatto i complimenti al genio che ha avuto l’idea, grandiosa).

Per fortuna c’è la ‘terra Italia’, con la sua storia e la sua natura, che fa aumentare i punti dalla nostra parte del tabellone. Perché, chi ha avuto la fortuna di vederla, se la porta nel cuore. Tanto che molti stranieri si comprano una casa in Italia. Un mio collega ha un appartamento in un palazzo storico di un piccolo centro del sud Italia. Si tiene le foto di casa sulla scrivania, come fossero foto di un figlio o di un nipote. Mi ha raccontato dell’importante opera di restauro che ha fatto fare, essendo l’edificio vincolato. E poi, felice, mi ha detto “quando qui fa freddo e c’è brutto tempo, io penso alla mia casa in Italia, e penso che lì c’è sempre l’estate”. Mi ha fatto tenerezza. A volte gli stranieri hanno più amore e soprattutto rispetto per la nostra terra di noi che ci siamo nati e cresciuti.

L’Italia all’estero è anche questo. Il sogno di un posto che è lì che ti aspetta.

Credo sia così per tanti italiani che all’estero si sono trasferiti, ma il cuore l’ hanno lasciato in Italia. Anche loro fanno ‘l’ Italia all’estero’, con il loro lavoro, la loro cultura, la loro professionalità.

E ‘Italia all’estero’ è anche chi porta i prodotti italiani in giro per il mondo. Pensate anche solo al cibo. Il cibo italiano credo sia il più esportato (e anche il più copiato, purtroppo).

Io ringrazio il ‘Signor Mutti’, perché quando vedo la sua polpa di pomodoro sullo scaffale dell’ICA di Trondheim, quasi mi commuovo.

Il ‘Signor Barilla’, perché ha sensibilmente incrementato il mio lato sociale: appena arrivata, prima spesa, trovo le lasagne Barilla. Da non crederci. Qui le lasagne Barilla. Fantastico. E ho fatto scorta come se il Signor Barilla dovesse smettere domani l’esportazione delle lasagne. Il risultato è che ho lasagne per un bel po’ di mesi e che ogni week end il mio appartamento brulica di gente che viene a mangiare le lasagne italiane. Con un sensibile incremento del mio indice di socializzazione.

Il ‘Signor Galbani’, perché posso farmi una pizza quando mi va con una vera mozzarella, senza dovermi chiedere cosa ci mettono nella “mozzarella” arancione che trovi all’estero per farla diventare, appunto, arancione.

Il ‘Signor Latticini Brianza’, perché il suo mascarpone lo trovi anche a Røros, dove d’inverno ci sono anche -50° C, e almeno puoi consolarti con un tiramisu’.

Potrei andare avanti all’infinito. Anche questa, per fortuna, è ‘l’Italia all’estero’.

E per tanti, anche questo è un modo per sentire più vicina l’Italia, quando all’estero ci vivi.

A presto

Arianna

 

Leggi il blog di Arianna Minoretti “Lettere dal nord”