Lettere dal Nord: Guida sicura

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guida sicura 

In occasione della visita di alcuni amici, visto il loro desiderio di noleggiare un’auto, mi sono trovata a dover dare qualche indicazione per la “guida sicura” in Norvegia. Sì, perché qualche cosina di diverso rispetto all’Italia qui la potete trovare e credo sia molto più facile se qualcuno vi dice queste cose prima anziché trovarvi a doverle imparare direttamente per “esperienza sul campo”, come e’ stato ad esempio per me.

Partiamo dal presupposto che il termine di paragone lo faccio con quelle città dove il colore rosso ai semafori vuole dire che vi dovete fermare e non suonare al turista di fronte che, ignaro, se ne sta fermo ad aspettare il colore verde. Diciamo che nella città di paragone, se parcheggi in seconda fila, ti trovi la multa sul cruscotto.. e la suddetta multa non è “eliminabile” con un favore al figlio del vigile urbano che cerca lavoro e casualmente vostro cognato ha bisogno di una mano in negozio.. Mi fermo qui, ma direi che abbiamo capito il tipo di città con la quale faccio il paragone.
Bene, chiarito questo, posso elencarvi le cose alle quali dovete fare attenzione. Tralascio per ora i segnali stradali, la lettera sarebbe troppo lunga. 

Primo, forse un po’ scontato: i limiti di velocità. ..perche’ se andate a 64 km/h e il limite è 60, vi beccate una multa da brividi che neanche un film di Hitchcock. Lo stesso vale per i limiti nelle aree urbane: se i cartelli dicono 30 km/h, non vi conviene andare a 40. I simpatici dossi sono opportunamente tarati per farvi lasciare a terra marmitta e quant’altro se andate oltre i limiti consentiti. E vi assicuro che esistono dossi diversi per i 30, 40 o 50 km/h.

Secondo: il parcheggio. Buone notizie: il parcheggio funziona come in Italia. Ci sono appositi cartelli che indicano le zone di parcheggio pubblico e quelle riservate ai residenti. Dovete solo fare attenzione al fatto che, se non trovate la macchinetta per pagare (perché si paga sempre, fino alle 20 in settimana, fino alle 15:30 il sabato, mentre domenica e’ gratis), non è perché quel giorno viè’ andata bene. Dovete scaricarvi una App sul telefono, collegata alla vostra carta di credito, e pagare con quella. Insomma: la prima cosa da mettere in valigia se venite qui sono lo smartphone e la carta di credito. Il resto non è così essenziale (chiodi, cappello e scarponcini al massimo ve li comperate sul posto).

Terzo: le strisce pedonali. Sacre. Le strisce pedonali sono sacre. La gente attraversa senza guardare, quindi dovete essere bravi a capire le intenzioni di chiunque si aggiri nell’arco dei due metri da un attraversamento. Pena, frenare all’ultimo minuto e venire inceneriti con lo sguardo dal pedone che non sa che è il suo giorno fortunato, perché siete italiani e poteva andargli molto peggio.

Quarto: la corsia. Vi sorprenderà il fatto che tutti tengono la corsia di sinistra, che in genere da noi è considerata quella di sorpasso. Non è perché sono tutti arroganti (magari qualcuno, ma questa è altra Statens Vegvesen
faccenda). Semplicemente, è obbligatorio. La corsia di destra è riservata a bus, taxi e auto elettriche. Attenzione: anche quando c’è la coda… mi raccomando.

Quinto: la precedenza. Qui vige la precedenza a destra. Comunque. Anche se l’altra macchina arriva da una stradina secondaria sterrata e voi siete su una strada principale. A meno che la cartellonistica non dica diversamente. Peccato che la cartellonistica, se c’è, è sulla stradina secondaria e voi non la potete vedere. Quindi qualsiasi cosa arrivi da destra, fermatevi.

Sesto: i bus. I bus sono la seconda cosa più sacra, dopo le strisce pedonali. I bus hanno una corsia preferenziale, hanno la precedenza se ripartono dalle fermate, se fanno manovra o qualsiasi altra cosa. Quindi, se siete dietro ad un bus, tenete una appropriata distanza di sicurezza. Per lui siete la macchinina invisibile e non avrà timori a fare qualsiasi manovra gli venga in mente, anche se dovesse fare immissione in corsia mentre la state occupando voi. O accelerate, o frenate. Ma lui deve passare. Comunque.

Settimo: le biciclette. I ciclisti per fortuna hanno quasi sempre le piste ciclabili dedicate. E in genere sono abbastanza educati da scendere dalla bici quando attraversano sulle strisce pedonali. A Trondheim c’è un’area apposita di pratica per insegnare ai bambini le regole della strada. Ma capita che il ciclista vi piombi sulle strisce in sella alla sua bici, o che esca dalla pista ciclabile driblando le auto in coda.. In ogni caso, sappiate che lui ha la precedenza. Anche se è un cafone maleducato. Ma sappiate che in genere i ciclisti sono più pericolosi per i pedoni che per le auto: se camminate sulla pista ciclabile è solo questione di tempo… Come quando attraversate con il semaforo pedonale rosso: a parte lo sguardo truce del padre di famiglia al quale state diseducando il figlio che tiene per mano (anche se involontariamente), è solo questione di tempo perché un’auto vi noti e acceleri appositamente solo per darvi una lezione. Il ciclista farà lo stesso, giusto per farvi capire che “non si fa”. Consolatevi pensando che non dovete amarli, solo conviverci.

Troppe differenze? Attenzione: se la città di partenza del paragone non rispettasse neppure i limiti che ho detto all’inizio, mi sarebbe toccato scrivere altro che i dieci comandamenti del traffico.. Comunque, non vi preoccupate: adesso che sapete, siete pronti. E al prossimo viaggio al nord potrete sorridere al primo dosso in agguato o alla prima multa schivata. Se invece la città dalla quale venite prevede il parcheggio in terza fila e il semaforo come elemento di arredamento urbano, allora vi consiglio di prendere il bus.

A presto

Arianna