Lettere dal Nord. La neve e le Ebil

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 Elbil

Elbil

Alla fine, ci siamo decisi.
Trondheim e’ una citta’ piccola, il servizio di trasporto pubblico e’ buono e fino ad ora abbiamo pensato di farne a meno. Poi, questo inverno, abbiamo cambiato idea..
Dopo due anni di inverni miti, sembra che questo inverno la Norvegia abbia finalmente deciso di mostrarci il vero significato della parola ‘neve’. Se inizia la mattina, ora di sera avrete almeno 60allegri centimetri da spalare. Idem il mattino dopo. E va bhe, direte, fai un po’ di palestra… Vero. Ma il problema arriva il fine settimana.
Perche’ muoversi in bus il fine settimana non e’ molto comodo: le corse sono ridotte in numero e la domenica c’e’ un bus ogni ora. Quindi va di conseguenza che un po’ di kilometri a piedi li si deve fare.
Il problema e’ che durante il fine settimana si fa la spesa. E portarsi borse che, al secondo kilometro, sembrano riempite di mattoni, non e’ proprio il mio sport preferito. Cosi’ ci siamo comprati un colorato carrellino da ottantenni che ci accompagna in ogni negozio, quando si fanno provviste sul serio. Problema risolto? Se non fosse stato per la neve, magari. Perche’ se le borse sembrano piene di mattoni, il ridente carrellino con le ruote che si infossano nella neve sembra un mulo cocciuto.
Vi diro’, stavo per proporre di comprare una slitta. Poi siamo rinsaviti. ‘Va bene fare quelli che pensano all’ambiente, pero’ cosi’ e’ troppo. Prendiamoci una cavolo di macchina !’ E fin qui, eravamo d’accordo. Le divergenze sono iniziate con il tour dei concessionari, perche’ mentre io appuntavo caratteristiche tecniche e prezzi da aggiungere al mio foglietto excel quando sarei tornata a casa, Gabriele si incupiva sempre piu’.
A fine giornata, quando il mio foglietto excel ha decretato il vincitore e io gia’ vedevo la macchina parcheggiata fuori casa, lui ha iniziato a fare un discorso di etica verso l’ambiente, di responsabilita’ e cosi’ via. Insomma: voleva prendere un’auto elettrica (elbil, in norvegese).
Discussione sul significato di ‘risolvere un problema senza crearne uno nuovo’, presa visione dell’articolo dove una fotografa tedesca immortala orsi bianchi pelle e ossa perche’ lo strato di ghiaccio non e’ piu’ sufficiente a far loro raggiungere i branchi di foche, conseguente innegabile convincimento, discussione sulle prestazioni, foglio excel. Il giorno dopo la avevamo comprata. Ad essere sincera, pensavo di aver preso un costoso scatolotto, mentre mi sono ritrovata, con mia grande sorpresa, una macchina super tecnologica! Niente chiavi, il navigatore segnala
automaticemente i punti di ricarica veloce (in 20 minuti ricarichi l’80% della batteria), una autonomia decente (250 km), telecamere di posizione ovunque, la controlli con il telefonino (e quando fa freddo, poter riscaldare sedili e abitacolo da dentro casa, vi assicuro, e’ una gran cosa) e la ricarichi allo stesso modo di un telefonino (questo, in effetti, all’inizio e’ un po’ strano).
Le macchine elettriche di ultima generazione battono di gran lunga i veicoli tradizionali nella riduzione delle emissioni (tenendo conto di tutto il ciclo di vita della macchina) che causano il surriscaldamento globale e inoltre sono state fatte tante migliorie per renderle ancora piu’ ‘amiche’ dell’ambiente, come l’utilizzo di plastica riciclata per gli interni e il fatto che il 99% dei materiali usati per l’auto si potranno poi riciclare (batteria compresa).
Ladestasjoner.no: mappa dei punti di ricarica rapida C’e’ solo un piccolo evidente problema: in Norvegia l’energia elettrica e’ prodotta per il 97% da fonti idroelettriche e quindi fonti ‘pulite’ e la rete di distribuzione (colonnine di ricarica rapida) sono distribuite in tutta la nazione… ma mi sono chiesta se sarebbe stato cosi’ facile pensare all’ambiente
vivendo in Italia.

A presto

Arianna