Lettere dal Nord. E un Giorno

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 E un Giorno

E UN GIORNO

Sono sicura di averne già parlato..
..di quel posto con tutti gli animali, vicino a dove sono nata. Di Luigi e del suo sogno di un posto in mezzo ai boschi, dove potevi fare finta che il resto del mondo non ci fosse. Le nostre strade si sono incontrate ormai quasi dieci anni fa: io con un capretto maschio che non sapevo dove mettere, lui con la voglia di comprare un pezzetto ancora di terreno agricolo, ai tempi mio, sul quale far pascolare asini e cavalli. Poi ho iniziato ad occuparmi dei cani, della vecchia cavalla di mia sorella, di qualche
capra malata alla quale ho imparato a fare le iniezioni… E il tempo cuciva i legami, mentre chiacchieravamo sotto la pianta di kiwi. Il sabato pomeriggio, con Luigi, Luigi 2, Roberto e Bruno, a mangiare i biscotti alle noci che preparava mia mamma, dopo i lavori del mattino e le corse nel bosco con i cani.
Dalla mia partenza, abbiamo programmato e atteso ogni ritorno. E ci siamo sentiti ogni settimana, sempre alla stessa ora, il mercoledì e il sabato. Ma l’altro sabato Luigi non ha risposto.
Non ho fatto in tempo. Luigi e’ morto il giorno prima che il mio aereo atterrasse. L’ho sognato, quella notte, mi diceva che ero in ritardo e che lui doveva andare. E ho pensato che questo ritardo che mi pesava sul cuore fosse il prezzo da pagare per la lontananza.
Ma riascoltando la canzone di Guccini, ‘E un giorno’, ho capito.
‘…poi un giorno in un libro o in un bar si farà tutto chiaro, capirai che altra gente si e’ fatta le stesse domande, che non c’e’ solo il dolce ad attenderti ma molto d’amaro…’
E’ solo la vita.
Ad ogni ritorno, ritrovando i miei amici e i miei luoghi immutati, sapevo che era un regalo, ma dentro di me speravo che quel regalo potesse essere per sempre.
E forse così è più difficile. Perchè se non e’ la lontananza, se anche ad essere vicini non si può sempre essere presenti o cambiare le cose, allora non ci sono anticorpi per questa vita.
E’ il prezzo della volpe del Piccolo Principe, il prezzo dei legami che si costruiscono, che rendono il nostro bagaglio pesante come se sulle spalle avessimo il mondo intero. E l’amaro sa del tempo che passa e degli amici che se ne vanno, dei genitori che vorremmo si godessero un po’ di riposo e invece sono sempre afflitti da preoccupazioni, sa del cancro che si sta portando via uno dei miei cani, sa egli occhi stanchi di una vecchia cavalla che non vuole più uscire dal suo box, sa di sogni infranti e di quello per cui non eri preparata.
Ma per vivere bisogna spendere ugualmente paura e coraggio, come dice la canzone. E il dolce saprà di confetti e del sapore della felicita’ di Franci e Jonny, che hanno la forza di credere in una cosa cosi’ grande in questo mondo malato.. saprà di menta selvatica, nei prati con i miei cani, nei pomeriggi di sole per i quali sarai grata per sempre.. saprà della ricerca dei buoi muschiati, con il sorriso dei tuoi genitori e le loro chiacchiere da bambini.. saprà della mia voce, delle volte che arrivando su quei prati ho urlato ‘ ciao Luigi!’, e del suono del vento nel bosco che sa sempre riportarmi a casa.
E saprà anche delle lacrime versate e del dolore che nel profondo nasconde anche un sorriso, perchè parla della strada condivisa davvero e di quel pesante bagaglio per il quale vale la pena davvero vivere.