Lettere dal Nord: Cambiamenti climatici

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cambiamenti climatici

Scusate il ritardo, ero fuori a spalare..

Si, perchè finalmente la neve è arrivata anche qui a Trondheim. Dopo un mese di Dicembre che ha visto giornate con +15 gradi – per intenderci, temperature quasi estive, qui al nord – ecco che verso l’inizio di gennaio la situazione è tornata alla normalità.

Più o meno, dovrei dire. Perchè le previsioni danno un’altra settimana con temperature sopra lo zero e pioggia “a catinelle”. E se chiedete a chiunque, qui, mille volte il freddo e la neve piuttosto che la pioggia e quella simpatica coltre di ghiaccio che ti sorprende sempre la mattina all’uscita di casa, costringendoti a improvvisarti giocoliere con la borsa del computer, le chiavi di casa e, se sei particolarmente fortunato, la borsa della pattumiera che in genere è la prima che rovina al suolo (tu la segui a ruota).

Tenete anche conto che le giornate da noi sono ancora tremendamente troppo corte.. e mentre la neve rischiarerebbe il paesaggio e gli animi, le brevi piovose giornate grigie non aiutano certo a risollevare l’umore. Così l’alternativa allo sci, tra i boschi innevati sulle piste illuminate, resta solo la bollitura a raviolo in una piscina affollata come la Cina non ha mai visto, tra sguardi tristi che si allungano oltre la grande vetrata, verso il mare, dove nuove nuvole grige corrono come greggi su di un prato buio.

Ma forse qui abbiamo ancora poco da lamentarci.. Stando alle notizie, in Italia le condizioni metereologiche stanno regalando qualche sorpresa inaspettata e faticosa da affrontare. Neve al sud italia, paralizzato sotto temperature glaciali. Problemi enormi per l’accoglienza dei senzatetto, per le popolazioni già colpite dal terremoto, per le aziende agricole sopravvissute all’ultimo sisma che assistono impotenti alle morie di nuovi nati che non hanno ripari e condizioni adeguate al clima.

E se spostiamo lo sguardo oltre il nostro orticello, ci rendiamo conto che le inondazioni, le tempeste, gli uragani e i fenomeni climatici che colpiscono questo nostro povero mondo ormai stanno crescendo sempre piu’ in violenza, frequenza e capacità di devastazione. Colpa dell’uomo? Magari non solo, ma sicuramente abbiamo la nostra grande fetta di responsabilità, anche se per molti è scomodo ammetterlo.

Il documentario dello scorso anno della National Geographic Before the flood, con Leonardo di Caprio, fornisce una prospettiva chiara ed agghiacciante del futuro del nostro pianeta. Come spiega Piers Sellers, astronauta di origini britanniche, i meccanismi di variazione delle correnti messi in moto stanno portando alla desertificazione di intere aree del pianeta e a una progressiva glaciazione di altre… allo scioglimento dei ghiacciai, all’incremento dei livelli marini, allo stravolgimento di un equilibrio che forse non porterà all’estinzione della vita umana su questo pianeta, ma di certo causerà vittime in primis tra le popolazioni più deboli e meno preparate a sopravvivere a cambiamenti di tale sorta. L’allagamento delle zone costiere porterà a guerre, anche all’interno delle singole comunità, che dovranno affrontare lotte per la nuova scarsità di terra e risorse.

Per questo il cambiamento climatico non è solo una questione di interesse ambientale, ma anche un problema di sicurezza nazionale e mondiale. Infine, non è possibile stimare le specie animali destinate all’estinzione a seguito di questi cambiamenti. Sellers ha dedicato fino agli ultimi istanti della sua vita a far conoscere alle persone il pericolo che stanno correndo e che è già in atto. Affetto da un cancro terminale, avrebbe potuto occuparsi di altro nei suoi ultimi giorni. Ma ha ritenuto più importante spiegare alle persone che se continuano a non occuparsi del mondo nel quale vivono, ci sarà un punto di non ritorno. Allora nulla più potrà essere abbastanza.

La buona notizia è che ora siamo ancora in tempo. E ciascuno di noi può fare la sua parte, con le singole scelte alimentari (visto per esempio l’inquinamento che viene generato dagli allevamenti di carne rossa) ed etiche relativamente ai consumi. Vale la pena provare? Sellers pensava di sì. Si è spento il 23 Dicembre 2016 con la speranza che i suoi nipoti potessero conoscere questo mondo come lo ha conosciuto lui, con la sua forza e la sua fragilità, che potessero viaggiare e vedere la natura maestosa che lui ha avuto l’opportunità di vedere, che potessero avvistare balene, emozionarsi di fronte a un elefante, cercare tra i ghiacci un orso bianco addormentato per una foto.. Allora chiedo a voi… voi cosa volete per i vostri nipoti?

A presto

Arianna