I capitali di Como: 03_5 Il ruolo del Capoluogo

 

 il ruolo del capoluogo; tra passato e futuro

Introduzione

La grave crisi degli ultimi anni ha fatto registrare un forte rallentamento di crescita economica che aveva caratterizzato per decenni la provincia di Como in termini di espansione produttiva e occupazionale e con essa di benessere sociale delle comunità locali, capoluogo compreso.

Nell’attuale contesto economico la mancanza di prospettive e di progetti strategici rappresenta una grave lacuna che occorre colmare allo scopo di assicurare un nuovo impulso all’economia locale individuando contestualmente gli attori in grado di guidare tale processo di cambiamento. Infatti al di là di qualche lodevole e sporadica iniziativa manca una visione d’insieme, una proficua e costante collaborazione istituzionale e, più in generale, fra queste e il sistema economico in grado di garantire un reale cambio di rotta in termini di concrete iniziative da mettere in campo.

Negli ultimi anni non ha fatto eccezione il comune capoluogo a cui è mancata qualsiasi strategia di sviluppo con l’aggravante della persistenza di problemi irrisolti e l’affiorare di nuove opportunità che tuttavia non hanno trovato una giusta dimensione, collocazione e risoluzione nel dibattito locale.

Alla insoddisfazione per la situazione attuale si contrappone la consapevolezza delle proprie potenzialità che possono costituire se opportunamente individuate, coltivate e sostenute la vera prospettiva in grado di
assicurare nuove dinamiche di crescita. Il ruolo del comune capoluogo è fortemente condizionato dalla necessità
di definire nuove funzioni qualificanti rispetto alla dimensione produttiva del passato e ciò in relazione alla particolare collocazione geografica, ricompresa tra il lago, le valli e il tessuto urbano esistente e consolidato dell’area pedemontana, che non consente in prospettiva alcuna compatibilità di un nuovo sviluppo in tale direzione.

Inoltre parlare oggi di politiche territoriali del capoluogo in relazione ai soli confini comunali senza una riflessione più allargata di una più vasta area urbana appare assai riduttivo per l’esigenza di confrontarsi e collaborare con polarità economiche e sociali di particolare rilevanza quali il Canturino-Marianese, l’Erbese e l’Olgiatese e più in generale nel
rapporto con Milano, i centri lombardi di eccellenza, la vicina Svizzera e con essi ad un orizzonte globale di particolare rilevanza.

In particolare per la città di Como occorre guardare a nuove funzioni terziarie con una forte dimensione di innovazione sfruttando ad esempio le enormi potenzialità nei settori della cultura e dell’arte, dello sport e del tempo libero, del turismo lacuale, congressuale e artistico-culturale, dell’università, del potenziamento e diversificazione dell’offerta
commerciale.

E allora diventa prioritario un nuovo disegno dello spazio urbano individuando le differenti funzioni e le relative localizzazioni, in grado di avviare un nuovo processo di trasformazione della città attraverso la soluzione di quei problemi di riassetto e di riutilizzo di aree dismesse ormai da troppo tempo affiorante nel dibattito istituzionale e culturale ma mai avviato concretamente a soluzioni definitive.

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