I capitali di Como: 03_3 Kunsthalle di Como

 

 kunsthalle di como

Una riflessione sul “contemporaneo” nel territorio comasco –sulle strutture, sui protagonisti e sui progetti - muove necessariamente i propri passi dal riconoscimento della complessità del contesto di riferimento.

Riassumiamone i caratteri salienti:

— Como è città con radici profonde nella modernità, sia per quanto riguarda la sua struttura industriale legata alla produzione tessile, ma non solo, sia per quanto riguarda l’eccellenza delle sperimentazioni realizzate nel corso della prima metà del novecento nel campo della architettura e in quelli delle arti visive e del design.
— Como è anche luogo caratterizzato da un patrimonio artistico e ambientale di assoluta eccellenza, che ne fa una meta di flussi turistici internazionali di grande rilievo.
— Di questo patrimonio fanno parte complessi architettonici di elevatissima qualità artistica, espressione di differenti epoche storiche, quali le neoclassiche Villa Olmo e Villa Saporiti, Palazzo Giovio e Palazzo Volpi, oggi sedi museali della città e la Casa del Fascio di Giuseppe Terragni, forse la più importante testimonianza della architettura italiana tra le due guerre, sciaguratamente “occupata” dal comando della Guardia di Finanza. In generale si può dire che l’infrastruttura culturale della città non ha fino ad oggi saputo dare forma a una peculiare identità delle proprie sedi, se non quella di generici contenitori di eventi prevalentemente espositivi. Diversa è, nella sua particolarità, la situazione del Teatro Sociale che propone un modello di governance e una pratica produttiva sicuramente apprezzabile.
— Sorprendentemente, la offerta culturale e la sua infrastruttura non sembrano supportare positivamente la valorizzazione del patrimonio storico ed ancor meno lo sviluppo della offerta turistica. Manca qualsiasi organica strategia di intervento.
— Infine: la sfida per l’innovazione è particolarmente acuta, anche dinnanzi alla crisi del tradizionale comparto produttivo della seta, con significative iniziative sia nel campo della formazione superiore (Politecnico di Milano e Università della Insubria, Accademia Galli) che in quello della ricerca (Centro Volta, Fondazione Minoprio, Incubatori di impresa).

L’obiettivo generale può essere riassunto come quello di una complessiva ricostruzione della fisionomia culturale di Como come centro di produzione e sperimentazione artistica, sia aggiungendo un fondamentale tassello alla identità di una comunità urbana vitale, sia arricchendo il significato della offerta turistica lariana, al di là del godimento/sfruttamento dello straordinario ambiente naturale e climatico del lago.

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