I capitali di Como: 02_2.3 Creatività

 

 Impresa, capitale umano e il progetto di un nuovo rinascimento

Il saggio è tratto dal volume Il capitale umano. Raccolta di saggi e ricerche a cura del Centro Studi Economia pubblicato dalla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Como.

Premessa

Tra il 2010 e il 2012, una piccola associazione milanese (The Renaissance Link) ha svolto una grande ricerca sull’impronta rinascimentale delle imprese italiane, questa ricerca si è condensata in due libri: Il Talento dell’impresa e l’impresa del Talento, editi da Nomos [1]. L’ipotesi di fondo che ha sostenuto la ricerca è che il Rinascimento italiano e i suoi valori siano una metafora migliore di altre (l’americanismo o il nuovismo a tutti i costi) per muoversi nella crisi in corso e per guardare con occhi nuovi al talento delle imprese e all’enorme patrimonio della creatività italiana. La tesi guida di questa ricerca è che il passaggio complesso tra Medio Evo e Rinascimento in Europa presenti caratteristiche assai simili alla transizione che stiamo vivendo e che quello di cui abbiamo davvero bisogno in questo paese è un progetto collettivo per un nuovo Rinascimento. È questa una convinzione che comincia a diffondersi tra i ricercatori e gli imprenditori [2], ma che è ancora assai distante dalla lista di priorità e urgenze che ha l’establishment nel governo e nelle banche. Ben venga dunque l’iniziativa della Camera di Commercio di Como sul “Capitale umano” che accostando i due temi, uno caro alla modernità e l’altro essenziale per il Rinascimento, ci consente di analizzare il futuro dell’impresa e dei territori italiani ad essa vocati, applicando ad essi uno sguardo nuovo.

Oggi il percorso della modernità è largamente compiuto. I paradigmi forti dei nostri modelli di vita sono rappresentati, che noi lo vogliamo o no, dai valori del romanticismo, il vero vincitore ideologico del secolo breve, dall’egoismo creativo e imprenditoriale di Adam Smith e di Schumpeter, e dall’illuminismo per tutti di Internet e Wiki. Questi valori hanno una perfetta rappresentazione nel rapporto stretto che l’economia ha costruito tra impresa, mercato, e consumo. La migliore dimostrazione di questo assunto è che non la democrazia ma i valori liberali e il mercato hanno “convinto” Russia e Cina a modificare il loro percorso storico di paesi segregati. La molteplicità degli oggetti disponibili, la velocità della comunicazione e la quantità dei suoi formati, i trasporti veloci, l’automazione produttiva, l’enorme varietà dei modelli di produzione e di consumo stanno disintegrando i vecchi assetti novecenteschi (nazioni, classi, sindacati), anche se tutto si conserva come impalcatura inerziale, per costruire l’unico palcoscenico di un sistema mondo in cui lavoro e mercato, talento e impresa si confrontano direttamente, e pericolosamente, senza mediazione alcuna.

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