I capitali di Como: 02_2.2 Creatività

 

digitale e creatività

Il saggio è tratto dal volume Il capitale umano. Raccolta di saggi e ricerche a cura del Centro Studi Economia pubblicato dalla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Como.

Importanza della creatività

Tradizionalmente, la creatività viene definita come l’abilità di creare, o portare alla luce, qualcosa di innovativo, e cioè la soluzione a un problema o l’ideazione di un metodo o di una apparecchiatura. Non è, però, sufficiente la novità. Lo psicoanalista Charles Rycroft vi aggiunge il requisito di utilità: capacità di giungere a nuove, ma valide soluzioni di problemi. Capacità di creare prodotti immaginativi che sono irresistibili, convincenti e significativi. Anche la bellezza gioca un ruolo.

Afferma Jacques Hadamard che il matematico e il poeta sono d’accordo non solo sul punto di vista fondamentale per cui l’invenzione consiste in una scelta, ma anche sul fatto che la bellezza ne è un aspetto imprescindibile, anche nella scienza, dove l’innovazione di una teoria è governata perentoriamente dal senso della bellezza scientifica. Il legame della creatività con l’innovazione non implica, però, un progresso lineare verso l’accrescimento delle qualità e delle potenzialità. Come disse una volta scherzosamente Pablo Picasso: “Ero solito disegnare come Raffaello, ma ho impiegato tutta la mia vita a imparare a disegnare come un bambino”. La creatività diventa, pertanto, sempre più importante in un mondo progressivamente dominato dalle macchine e caratterizzato dall’eccesso informativo. Per le aziende, l’essere creative si trasforma da moda intellettuale a imperativo categorico. Bisogna mettere emozioni e narrazione all’interno dei futuri oggetti tecnologici per contenere il digital divide e il rischio di alienazione, oggi più presente di ieri.

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