I capitali di Como: 01_2.2 Contributi

 

il capitale imprenditoriale

La città e il territorio comasco sono oggi partecipi di una trasformazione che investe l’Italia del Nord come parte della regione allargata del Sud Europa. La velocità e la radicalità percepita di questa trasformazione - in un territorio che da alcuni decenni stenta a ritrovare i ritmi e le direzioni di crescita economica che lo hanno caratterizzato nel passato meno recente - determinano preoccupazioni, senso di una certa precarietà identitaria e prospettica, e il desiderio di innescare interventi di natura pubblica e privata capaci di restituire una linea comune di azione e di sviluppo. Un’esigenza insomma di urban/territorial redevelopment.

La prospettiva in cui concettualizzare e disegnare tale intervento deve tener conto dell’interazione attuale e potenziale tra variabili esogene ed endogene al territorio e anche fondare una riflessione e una scelta in merito
all’unità di misura territoriale che deve essere considerata.

In termini generali, infatti, l’approccio economico (new urban economics) ai problemi di distribuzione e agglomerazione spaziale (cfr. E.L Glaeser, The economic approach to cities, 2007, Harvard Institut for Economic Resarch), tende a considerare in modo privilegiato i motivi che incentivano la mobilità degli individui, valutando a questo proposito variabili endogene legate ai salari, alla produttività, ai vantaggi o svantaggi di localizzazione (costo delle case e della vita, servizi alle persone e amenities) e di trasporto. Questo approccio, la cui complessità comunque esula da questo contributo, tende a muoversi analiticamente su sistemi ampi e a spiegare le dinamiche di aggregazione/polarizzazione sulla base di vantaggi stabili e strutturati di localizzazione.

Continua a leggere...