“La situazione dell’economia lariana e le sue prospettive di rafforzamento competitivo nel medio periodo”

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Si è svolta oggi la conferenza stampa online “La situazione dell’economia lariana e le sue prospettive di rafforzamento competitivo nel medio periodo”.

L’ECONOMIA LARIANA AI TEMPI DEL COVID
L’EVOLUZIONE DELLA SITUAZIONE FINO ALL’AUTUNNO 2020

Per il sistema lariano quello del 2020 è un bilancio certamente negativo, la cui entità non è però al momento quantificabile
Una recente ricerca dell’Ufficio Studi della CGIA di Mestre stima, a seguito della pandemia, una consistente flessione del valore aggiunto pro capite nel 2020 rispetto all’anno scorso: per la provincia di Lecco -10,7%, per quella di Como -10,3%. Nel ranking delle variazioni provinciali più negative Lecco si colloca al 20° posto in Italia (in Lombardia vanno peggio solo Milano e Bergamo), mentre Como si posiziona al 35° (anche Brescia e Mantova dovrebbero registrare riduzioni più elevate).
È invece in aumento la consistenza dei depositi pro capite: i dati della Banca d’Italia sulla raccolta bancaria registrano, nel periodo gennaio-agosto 2020, una crescita dell’8,5% in provincia di Como (4^ in Lombardia e 22^ in Italia,) e del 7,6% in quella di Lecco (rispettivamente 5^ e 39^); la disaggregazione dei dati mostra una variazione più elevata per il segmento delle imprese (+18,7% per quelle comasche, +17,9% per quelle lecchesi) che per l’insieme delle famiglie consumatrici (+3,3% a Como e +2,4% a Lecco), la cui incidenza sull’ammontare complessivo dei depositi risulta però decisamente più ampia (il 75% a Como e il 70% a Lecco).
Un dato che va valutato con estrema cautela, in quanto la crescita sembra in gran parte dipendere non da un risparmio “reale”, bensì da accantonamenti legati a misure di sostegno alla liquidità messe in atto grazie ai relativi decreti: moratoria dei mutui, temporanea sospensione di taluni pagamenti, erogazione di prestiti garantiti, ecc. Il venir meno di queste misure potrebbe avere impatti immediati sia sulle famiglie che sulle imprese, con effetti negativi non solo in termini di liquidità. Le imprese lariane sono ben coscienti e giustamente preoccupate degli sviluppi dell’attuale situazione e delle difficoltà connesse ad una ripresa che non potrà avvenire in tempi brevi.
Preoccupazioni che vanno crescendo come emerge dalle rilevazioni di Unioncamere Lombardia: la quota di imprese che aveva dichiarato di avere problemi finanziari era pari al 24% nell’indagine effettuata tra marzo e aprile è aumentata al 27,4% nella rilevazione di giugno e luglio.