Ivrea. “La Grande Invasione”

Scrittori, Lettori, Libri

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Nessuno. A Ivrea di prima mattina di un giorno di festa le strade son deserte. Pochi e silenziosi stanno seduti ai tavolini dei bar e leggono. Si beve un caffè; prendo un programma (ogni bar li distribuisce) e di colpo siamo dentro le quasi tre giornate della Grande Invasione: Festival della lettura.

Passa il corteo che celebra la Festa della Repubblica. Non è lungo. Bisogna aprire il programma e organizzare il giro dell’Invasione. Un bel numero i luoghi deputati agli incontri: un paio di chiese sconsacrate (non al massimo della manutenzione), il Teatro Giacosa, civico, il Museo Garda, pure civico e una trentina tra bar, tisanerie, gallerie, cortili… e librerie in abbondanza.

Questa è l’Invasione: di parole, scritte, dette, lette, offerte. Dunque, è “la parola” il filo conduttore dell’edizione 2019. Impresa culturale che da sette anni viene proposta “superando con ottimismo” le difficoltà. Così dicono gli organizzatori e ideatori Marco Cassini e Gianmario Pilo che, con Lucia Panzeri e Silvia Trabalza (che si occupano della “Piccola invasione” per i giovanissimi) trasformano la capitale del Canavese nella (temporanea) capitale della lettura e letteratura italiana. Oltre 70 gli eventi (presentazioni e incontri); quasi altrettanti quelli per bambini e giovani con letture, animazioni, giochi… un imprecisabile numero di celebrità letterarie nazionali e internazionali presenti e felici; molti gli esperti locali.

Tre giorni scarsi (la partenza è il pomeriggio del 31 maggio) con mesi di lavoro e una macchina ormai rodata (70 volontari e sette collaboratori fissi). Un budget “signorile” di circa 110 mila euro (metà finanziamenti pubblici e altri da sponsor) che rivela quanto in Piemonte la cultura (letteraria) sia sostenuta…

Comunque, non c’era nessuno o quasi in giro perché erano tutti già seduti ad ascoltare autori, editori, presentatori, esperti e animatori. Dalla mattina al tramonto per tre giorni quasi. Una vera indigestione altro che invasione. E non solo: anche a mezzogiorno in molte trattorie e ristoranti si pranza e si parla di libri e di contenuti tra antipasti alla piemontese e agnolotti alla Canavese; non mancano i dolci.

Secondo gli organizzatori l’invasione è una sfida continua, ma è vinta, guardando la partecipazione numerosa (circa 20 mila presenze) e il gradimento (guardando le facce all’uscita). Tutti felici di essere finalmente invasi dalle parole e dai pensieri lasciando fuori dai luoghi deputati la chiacchiera un po’ vuota e abbastanza inutile della cultura di massa. Qui a Ivrea lo spettacolo è semplice e tutto sembra in famiglia come le cose vere e necessarie di cui si sente ancora il bisogno.