Iubilantes. Lombardia dice no agli investimenti

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Investire sui cammini? Il Governo dice si, Lombardia dice no!

Di Associazione Iubilantes

La legge di stabilità nazionale prevede che 3 milioni di euro siano destinati alla realizzazione di itinerari turistici a piedi, i cosiddetti cammini storici, culturali e religiosi. Inoltre, è stato approvato un ordine del giorno del Parlamentare lombardo Paolo Cova (PD) che impegna il Governo a valutare la possibilità di finanziare gli enti locali per interventi di valorizzazione e messa in sicurezza dei Cammini italiani attraverso una segnaletica puntuale dei tracciati, percorsi accessibili e una ospitalità low cost per i viandanti. A tutto questo Regione Lombardia, invece, dice ‘no’.
Non crede a questa opportunità, e quindi non crede alla possibilità di sviluppo economico e turistico attraverso la valorizzazione di questi percorsi. In aperto contrasto con quanto fatto in altre regioni, prima fra tutte la Toscana, che dalla promozione della Via Francigena sta ottenendo crescenti successi.

È accaduto infatti che durante la discussione del bilancio regionale lombardo sia stato bocciato un ordine del giorno (proposta di Luca Gaffuri, PD, Consigliere regionale) che chiedeva di valorizzare proprio i cammini storici lombardi. Le richieste erano semplici ma importanti e molto prestigiose per Regione Lombardia: promuovere la rete dei Cammini storici di Lombardia, riconoscere lo status di “Cammini storici di Lombardia” agli itinerari francigeni transalpini, sostenere le iniziative promosse da Associazioni ed enti lombardi in occasione della Ottava Giornata nazionale dei Cammini Francigeni (prima domenica di maggio) e dell’Anno nazionale dei Cammini; promuovere l’istituzione di un Osservatorio delle Vie Storiche italiane con sede in Lombardia.

Il NO della Regione non avrebbe stupito se la Lombardia fosse stata povera di vie storiche. Invece, la Lombardia annovera non solo la via Francigena, ma anche alcuni fra i più importanti assi viari transalpini e padani, quali appunto, ad esempio, la Via Spluga, la Via Francisca, la Via Regina, il Cammino di San Pietro Martire e il Cammino dei Monaci, con un continuum in grado di collegare il Reno al Po, il cammino di Santiago tedesco alla Via Francigena italiana. Per giunta, la Lombardia ha sostenuto progetti INTERREG dedicati a cammmini (INTERREG “I CAMMINI DELLA REGINA. Percorsi transfrontalieri legati alla Via Regina”), ha dato il via al progetto DALL’EXPO AL GIUBILEO per la promozione dell’offerta turistica lombarda mediante la creazione di aree di attrattività territoriale e tematica, ha varato ad ottobre 2015 una legge dedicata alla valorizzazione degli itinerari religiosi e da tempo dichiara (lo ha fatto anche nel Documento di Economia e Finanza 2015) di promuovere il turismo sostenibile. E questo NO viene quando il MIBACT indice l’anno nazionale dei cammini e il papa indice l’anno giubilare della Misericordia.

Che dire? una cosa sola: una grave incoerenza, che avrà come risultato solo quello di penalizzare pellegrini e turisti e di sottrarre al territorio un sostanzioso beneficio. Non resta che sperare in successivi sviluppi positivi… Nel frattempo non abbasseremo la guardia…