Teatro di Chiasso. Barbablù 2.0

uno spettacolo di grande attualità in scena a chiasso

C'era una volta un uomo con la barba dai terribili riflessi blu.

Un uomo che ha avuto tante mogli: dicono sette ma forse anche di più.....mogli che poi ha ucciso.

Una donna che pensa che in fondo quell'uomo non ha poi la barba tanto blu e decide di sposarlo.

Una porta chiusa che per nessun motivo deve essere aperta.

Una moglie talmente tanto curiosa da meritarsi una punizione.

Una stanza piena di orrori.

Un lieto fine.

 

Questo è quello che quasi tutti rammentano della favola di "Barbablù", assieme al vago ricordo di aver letto, ad un certo punto dell'infanzia, una storia che ammoniva a non lasciarsi guidare dalla curiosità smodata. Ecco invece cosa succede se si prende una favola che tutti conoscono e si cambiano alcuni addendi.

L'uomo questa volta forse non ha una barba dai terribili riflessi blu anzi, sembra così dolce, tenero e premuroso.

L'uomo ha una sola moglie; una moglie talmente tanto innamorata da non accorgersi che forse quei riflessi blu ci sono per davvero.

L'uomo pensa che è una gran fatica avere tante mogli e che al giorno d'oggi è molto più comodo averne una sola e farle provare, subire, sopportare, penare e patire tutte le violenze possibili e immaginabili: dicono sette ma forse anche di più.....

La porta chiusa rimane, in "C'era una volta..." come adesso; perché l'orrore che si consuma all'interno delle mura domestiche e dietro una porta che troppo spesso resta serrata, è così terribile che poche donne trovano il coraggio di spalancarla.

Nessun lieto fine!

 

La passione civile ha sempre animato Luigi Fagetti, indirizzandone la vita professionale e l'impegno sociale. Como: città sempre amata anche nei momenti di crisi.