Lario. Firmato il Patto tra Como e Lecco

 Liberamente tratta da M. Escher

Stati generali del lago di Como. Una firma storica

Como, Lecco e il Lario: un Patto riunisce di nuovo territorio e lago

Voleva essere una festa e così è stato. La sequenza era dichiarata: il Lario raccontato (paesaggi, immagini, storie, musiche, parole…); il Lario studiato (ambiente, acque, bellezza, sostenibilità, economia…); il Lario protetto con la firma del Patto per il Lago di Como, il Ceresio e i Laghi minori. Questo la mattina a Villa Erba con autorità, politici, imprenditori, associazioni, comunicatori.

Il pomeriggio: dedicato ai confronti, agli approfondimenti, alla conoscenza tra operatori e imprenditori e associazioni delle due “province” ritrovatesi – finalmente – insieme e (quasi) riunite. Una data storica.

Qualche mugugno, certo, era inevitabile sentirlo tra coloro che “tanto è solo uno spettacolo” o gli altri che “sono anni che si dicono le stesse cose”. Può essere, ma c’è sempre un punto, un momento nella storia di un territorio e di una comunità che si segna anche con un evento, un’occasione d’incontro o persino uno “spettacolo”, con una firma, un brindisi e magari una piccola festa.

Fosse possibile allargare la stretta di mano da Como a Lecco e da Turate a Colico… sarebbe un’ulteriore occasione di contatto e di sorpresa per tutti i comaschi e i lecchesi... Ci siam detti all’infinito parenti (serpenti) e cugini (alla lontana), ma ora siamo dei “separati in casa” che finalmente decidono di rivivere un’esperienza amministrativa, politica e culturale comune. Partendo la Lario.

Lario, lago che segna profondamente il territorio e che, a dispetto dei malumori, non lo divide ma lo unisce e non è una questione di geografia. Non è neanche una faccenda di “brand” ovvero marchio di un sistema comunque unico, bellissimo: risorsa invidiatissima da conservare, proteggere, promuovere.

Lago che, a Villa Erba, è stato protagonista per un’intera giornata di studi e di ripassi. Operazione utile perché rivolta ad un numeroso pubblico di giovani oramai diventati amministratori, imprenditori, comunicatori. Giovani che sono nati dopo la separazione delle due province (1992–1993); ragazzi e ragazze che hanno – oggi – un ruolo pubblico e diverse responsabilità e ai quali è giusto trasmettere esperienze e conoscenza del territorio.

Lago che – in una giornata bellissima di quasi estate – ha imposto agli amministratori in carica (presidenti di numerose associazioni di categoria e di enti) di firmare per la salvaguardia del bene comune e per fissare un futuro (sociale ed economico) condiviso da tutti. Sarà – ad alcuni – sembrata una banalità eppure, il gesto della firma, s’è rivelato importante per chiudere un’epoca e aprire una nuova Era segnata dalla collaborazione e dalla condivisione di bellezza, valori, progetti e responsabilità. Un semplice tratto di biro, ma storico.

 

La passione civile ha sempre animato Luigi Fagetti, indirizzandone la vita professionale e l'impegno sociale. Como: città sempre amata anche nei momenti di crisi.