Memoria. Giornata per non dimenticare - Memoria attraverso i riti

Memoria attraverso i riti

Troppo spesso la memoria pubblica si manifesta con riti di nessun o poco valore e con manifestazioni magari di massa che tuttavia spostano l’attenzione a fatti di contingenza politica. In molti di questi casi la memoria che scaturisce sembra essere indifferente alla vicenda che l’ha generata e si lascia superare da emozioni fasulle che perdono di vista l’origine e le cause di tanto dolore.

Possiamo dimenticare i numerosi accomodamenti che si cerca di mettere in atto rivedendo la storia del terrorismo - in Italia e nel mondo - da angolature distorte, collocando in evidenza documenti separati dal contesto e chiamando a testimoniare individui di non provata onestà intellettuale?

Possiamo fingere che tutta la violenza del passato appena trascorso sia il frutto di un preciso disegno politico intelligente, rivoluzionario e non – invece - di una aberrante volontà criminale?

Vogliamo per forza dimenticare quel che è costato in vittime, fatiche, impegno e dolore la serie di attentati che hanno punteggiato di rosso sangue la nostra storia recente?

Proviamo invece a ricostruire con maggiore e diversa attenzione il percorso culturale, politico, sociale (e potremmo dire persino religioso) che ha portato ad insanguinare le piazze, le strade e le stazioni d’Italia. Dimenticare tutto questo è un’azione criminale che molte istituzioni pubbliche compiono con inconcepibile incoscienza lasciando alle nuove generazioni, agli studenti, ai giovani solo un senso di amarezza. Anche di ignoranza.

 

La passione civile ha sempre animato Luigi Fagetti, indirizzandone la vita professionale e l'impegno sociale. Como: città sempre amata anche nei momenti di crisi.