Memoria. Giornata per non dimenticare - Il vero dolore

Il vero dolore

Il dolore vero deve nascere da un sentimento immateriale, che supera la storia, la quotidianità e la realtà e che si perde nella memoria generale di un evento drammatico che ha coinvolto diversi individui, persone, famiglie, intere collettività e anche paesi o nazioni. Ricondurlo alla consistenza di fatti e azioni risulta spesso banale o peggio inutile.

Il dolore sincero è un sentimento puro che difficilmente esce dalla sfera dell’individuo per trasmettersi ad altri. Diventerebbe, in tal caso, rappresentazione, imperfezione. Deve essere vissuto con silenziosa dignità perché resti incontaminato e immortale. Il dolore non pretende la vendetta in quanto non conosce mandanti, indagini, giudizi o condanne. La ritorsione – infatti - non lenisce il dolore, ma ne scatena gli aspetti di violenza.

Se il dolore di ciascuno è dunque astratto e vago la memoria deve essere concreta, precisa, esatta.

Per coloro che sono stati colpiti direttamente da un’azione luttuosa e improvvisamente si sono trovati protagonisti di una tragedia immane la memoria diventa una necessità della parte che stanno vivendo. Il fatto accaduto, l’evento capitato trovano nella memoria delle persone un posto determinante che fisserà per sempre i loro comportamenti e le loro vite.

L’esperienza di tutti questi anni di terrorismo, di lotte, di omicidi con numerosi feriti e vittime ha creato un clima pesante di fastidio, paura, sofferenza. Ha creato anche un’indifferenza verso la ricerca della verità. Sapere – per molti - non serve.

 

La passione civile ha sempre animato Luigi Fagetti, indirizzandone la vita professionale e l'impegno sociale. Como: città sempre amata anche nei momenti di crisi.