Como. Presentazione "Un triennio cruciale" - Estratto dal libro

Contraddizioni

A partire dall'estate iniziano a rientrare in Italia, e tale stato di cose si protrarrà sino al 1946, i prigionieri di guerra.
In particolare, dai lager nazisti tornano i reduci che, soltanto per la provincia lariana, ammontano a 20.000. Ridotti quasi a scheletri di 38/40 chili, cercano invano un aiuto.
Nessuno si occupa di loro: le loro vicende, drammatiche e devastanti, paiono non interessare.
Questi uomini, con il loro atteggiamento coraggioso e dignitoso, con il loro netto rifiuto di continuare la guerra nell'esercito della Repubblica Sociale Italiana, sfidando quotidianamente la morte che pure li ha ghermiti in numero di 50.000, hanno ridato dignità al nostro Paese.
Di fatto, vengono messi da parte, in Italia come a Como: è triste ammetterlo, ma la loro esperienza non interessa a nessuno.

Soltanto dopo oltre mezzo secolo, in circostanze del tutto mutate e in un mondo diverso, alcuni di essi troveranno la forza di narrare le vicende vissute nel Terzo Reich. Non interessano a nessuno queste storie terribili perché la gente, i giovani soprattutto, ma non solo loro, dopo i cinque duri e devastanti anni della guerra, vuole guardare avanti e, nonostante i tanti problemi del momento, desidera divertirsi.

Esaminando la rubrica "Spettacoli e ritrovi" del "Popolo comasco" si può verificare come, al sabato e alla domenica, nel capoluogo lariano e nel suo immediato hinterland, vi siano per diverso tempo, almeno sino alla fine del 1946 se non alla primavera del 1947, qualcosa come 28 locali nei quali ballare.
In 19 di essi, dal Circolo ferroviario al Crotto Madruzza di Camerlata, dal Caffè Primo di Albate al Gerbett, dal Giardinetto di via Rienza allo Smeraldo di Blevio, dalla Pallacanestro di via Oriani («il miglior ritrovo cittadino»), alla Fornace di San Giuseppe, dall'Ariabella del Circolo Sant'Abbondio al Crotto Parasciola di Maslianico, dall'Apollo di Monte Olimpino al Circolo di San Martino, solo per evidenziare i più noti fra questi, si danza ogni sera, talvolta pure di pomeriggio e, in alcuni casi, «anche con il cattivo tempo»...

Giorgio Cavalleri - Giorgio Cosmacini, Un triennio cruciale (1945-1948). Como, il lago, la montagna, NodoLibri, Como 2015, 152 pagine

 

 

La passione civile ha sempre animato Luigi Fagetti, indirizzandone la vita professionale e l'impegno sociale. Como: città sempre amata anche nei momenti di crisi.