Ricordare. Como: Il filo della memoria

 

Il filo della memoria non si spezza

Il filo della memoria non s'è spezzato. Qua e là qualche strappo, semmai qualche usura, mai rotto. Lo si è ritrovato, quel filo, in piazza San Fedele a Como, il 2 agosto, teso tra tanti ricordi, qualche rimpianto e un diffuso sentimento di commozione.

Tanti in piazza a scrivere qualche nota, brevi pensieri, poesie o anche solo niente “basta una firma?” ci hanno chiesto? Basta e avanza. Non eravamo in piazza – davanti alla Libreria Ubik – né a far politica e nemmeno far letteratura; eravamo lì solo per esserci, non sopravvissuti allora (1980 Strage alla Stazione di Bologna) – ma amici – e non raccontatori ancora – ma testimoni – oggi (dopo 38 anni!) a ripetere le stesse cose, ad ascoltare piccole precisazioni, a chiacchierare amabilmente con chi è stato osservatore diretto (per età o amicizia della famiglia Mauri Bosio) o solo uno qualsiasi… coinvolto nella memoria di famiglia o di quella della comunità cittadina.

Tra i tanti di ieri in piazza: tre bambini. Cesare (che ci ha lasciato un commovente disegno di un cuore multicolore) accompagnato dalla madre Anna; Giorgio Giovanni e Michelangelo che hanno dettato al nonno Danilo parole di conforto. Tutto questo fa ben sperare; anche se i piccoli testimoni, testimoni non sono e anche solo tre. Ma ci fa immaginare un futuro migliore...

Ed era quello che volevamo: che il filo rosso della memoria (che tiene insieme i pezzi della Strage di Bologna e di tutte le violenze del mondo) che il filo non si spezzasse. Non s’è rotto e continua da noi, dai nostri figli ai nipoti e dalla carta al web: tutti coinvolti. La memoria non si cancella e i tanti modi che abbiamo di tenerla in ordine, ci consentono di fissare particolari e totali di molte, troppe, disgrazie che vorremmo – una volta per tutte – solamente ricordare e mai più vivere.

 

 

 

La passione civile ha sempre animato Luigi Fagetti, indirizzandone la vita professionale e l'impegno sociale. Como: città sempre amata anche nei momenti di crisi.