Mostra: Angelo Tenchio e la classicità

Mostra: Angelo Tenchio e la classicità

 

Mostra: Angelo Tenchio e la classicità

Al Museo archeologico di Como, in palazzo Giovio, è in corso una mostra particolare: accanto ai reperti archeologici dell'epoca classica sono infatti collocate alcune sculture di Angelo Tenchio, artista comasco prematuramente scomparso nel 1994.

Non sono sculture scelte a caso. Si tratta di opere che in qualche modo intrattengono con l'arte classica (o, più in generale, arcaica) un rapporto di ispirazione o di relazione o di contaminazione. In un artista profondamente segnato dalla dialettica fra tradizione e modernità, un tale rapporto non può che essere complesso, ovviamente non di semplice derivazione e men che meno di copia (significativamente, il titolo della mostra richiama Una classicità immaginaria). Il gioco è sottile e altalenante tra allusione e contenuti: a volte basta un nome (Nike o Era, ma anche Totem) per sollecitare un'immagine o un ricordo, altre volte questo stesso titolo serve a ribaltare delle conoscenze che sembravano assodate. Del resto, per quel che ho imparato frequentando Angelo Tenchio al tempo dello studio di via Borgovico, non tutti i titoli erano scelti per affermare riconoscimenti certi: molto spesso l'intenzione era assai più labile e "giocata di sponda", e molte delle Nike sono più intime che bellicose. Ma le certezze non sono obiettivo dell'arte. Persino la Nike per eccellenza, la Nike di Samotracia che oggi fa bella mostra di sé al Louvre, è opera complessa, contraddittoria e tutt'altro che "classica" in senso pacificante.

Non sono nemmeno sculture collocate a caso. La mostra si inserisce nelle sale espositive del museo con ritmo pausato ed estremamente significativo. Intrattiene con il contesto (cioè con i reperti archeologici, ma anche con le decorazioni originali di palazzo Giovio) un confronto aperto, davvero stimolante. Il punto d'arrivo è, non a caso, una scultura collocata tra i dadi scolpiti provenienti da via Cinque Giornate (forse appartenuti un tempo alla biblioteca donata da Plinio il giovane alla città) e sullo sfondo del grande rilievo dei Cavalieri. In pochi metri duemila anni di cultura visiva trovano un momento di sintesi.

La mostra, organizzata dal Museo Archeologico Paolo Giovio insieme con The Art Company Como, e frutto dell'attenta cura di Roberto Borghi, è un bell'esempio di quello che si può fare, con misura e intelligenza, per valorizzare il patrimonio culturale e artistico del territorio.


Angelo Tenchio

Una classicità immaginaria

Como, Museo Archeologico Paolo Giovio, piazza Medaglie d'Oro

21 aprile - 3 giugno 2018

orari: martedì-domenica 10-18; lunedì chiuso

Ingresso al museo: euro 4; ridotto per gruppi di più di 15 persone: euro 2

Inaugurazione sabato 21 aprile 2018 alle ore 17

 

 

La passione civile ha sempre animato Luigi Fagetti, indirizzandone la vita professionale e l'impegno sociale. Como: città sempre amata anche nei momenti di crisi.