Como. Indagine congiunturale 2015

 

Provincia di Como. Indagine congiunturale quarto trimestre 2015

Permane difficile la congiuntura del settore manifatturiero comasco che conclude l'anno senza essere riuscito ad agganciare la ripresa: per la quarta volta la produzione industriale risulta negativa (-0,6%), in controtendenza al dato regionale (+1,9%). Anche in questo trimestre due delle tre specializzazioni tipiche del comasco risultano in difficoltà: tessile e legno arredo. In generale, comunque, la flessione è imputabile alle piccole imprese che da lungo tempo pagano il conto più salato della crisi. Anche il fatturato totale risulta in calo, seppur lieve (-0,4%): l'aumento registrato dalla componente estera non è stato sufficiente a compensare il calo del mercato interno. E gli imprenditori non prevedono cambiamenti significativi per l'apertura d'anno. L'occupazione resta comunque l'aspetto più critico di questa crisi: il territorio porta a casa un'altra flessione (-2,6%).

Per contro il settore manifatturiero artigiano, dopo una serie di false partenze, registra finalmente un dato positivo: +4,0% la produzione e +1,8% il fatturato, anche in questo caso grazie ai mercati esteri, sempre più necessari alla sopravvivenza dell'impresa anche quando questa è di piccole o piccolissime dimensioni. Le loro aspettative, tuttavia, non riflettono il buon risultato conseguito e permangono negative.

Il settore del commercio chiude l'anno con il segno più, confermato sia dall'indagine congiunturale che dalle vendite a volume e a valore di beni confezionati in supermercati e ipermercati (registrate da IRI Information Resources). Sono in forte crescita, con incrementi che non trovano riscontro a livello regionale e nazionale. La svalutazione dell'euro rispetto al franco è stata determinante, ma possono avere aiutato anche i molti turisti giunti per la fine di EXPO.

Per il turismo comasco il 2015 si è concluso in bellezza: +16,5% gli arrivi e +18,4% le presenze, con un forte recupero anche dei turisti italiani, che hanno probabilmente scelto di pernottare a Como per visitare, oltre al territorio, anche l'esposizione universale negli ultimi giorni utili.

Il settore dei servizi conferma l'andamento positivo del trimestre precedente: il fatturato cresce del +1,2%.

Per quanto riguarda la demografia d'impresa, la consistenza delle imprese registrate all'anagrafe camerale di Como è risultata pari a 47.882 unità, segnando un nuovo punto minimo, con un calo di 476 attività rispetto a dicembre 2014 (-1,0%) e di 224 aziende rispetto a settembre 2015. È analogo l'andamento del sottoinsieme delle imprese attive (42.682 unità), in calo di 643 unità rispetto all'anno precedente (-1,5%) e di 310 rispetto a settembre. Continua inarrestabile il calo delle nuove iniziative imprenditoriali: il saldo tra iscrizioni e cessazioni non d'ufficio è risultato pesantemente negativo (-114).

Il mondo artigiano comasco si sta rimpicciolendo sempre più: le aziende registrate sono risultate 15.996 (di cui 15.929 attive), in calo tendenziale di 602 unità (-3,6%) e congiunturale di 196 aziende, toccando così il punto minimo nella serie storica dal 2000 per il periodo considerato.

I fallimenti dichiarati dal Tribunale di Como nel quarto trimestre del 2015 sono stati complessivamente 46, contro i 62 di fine 2013 e i 54 di fine 2014.

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La passione civile ha sempre animato Luigi Fagetti, indirizzandone la vita professionale e l'impegno sociale. Como: città sempre amata anche nei momenti di crisi.