Matera: Capitale della Cultura nel 2019

Matera Capitale Europea della Cultura 2019

Nel 2019 sarà Matera la città italiana designata a ricoprire l'ambito ruolo di Capitale Europea della Cultura, dopo aver superato con sette voti su tredici Ravenna, Cagliari, Lecce, Perugia e Siena.

Nel corso degli anni diverse città europee hanno sfruttato questo periodo per trasformare completamente la propria base culturale, e facendo ciò, la propria visibilità internazionale. Prima di Matera le realtà italiane che hanno potuto fregiarsi del titolo di capitale europea della cultura sono state Firenze (nel 1986) e Genova (2004), non esattamente due piccoli centri..
Per questa sfida la città della Basilicata - sotto lo slogan 'Open Future' - ha unito le proprie forze, ha ripensato il ruolo e il significato della cultura all’interno della vita cittadina, ha saputo “fare sistema”.

Si sa, l’Italia, terra di campanili, di ego contrastanti, di individualisti, non eccelle quanto a saper fare sistema. E per questo ancor più valore assume la vittoria di questa piccola città che ha vinto la sfida – superando la concorrenza di centri sicuramente più avvezzi ai grandi palcoscenici – proponendo una candidatura unitaria che ha coinvolto tutti gli attori del territorio, istituzionali e imprenditoriali.

Matera era l'unica delle sei finaliste ad aver costituito già una fondazione (Basilicata-Matera 2019) con solida base economica per sostanziare i programmi previsti, con circa 50 milioni di euro di investimenti di cui 25 già in dotazione alla fondazione.

Tuttavia la vera forza del dossier di candidatura presentato al MiBAC verteva sulla consapevolezza che progetti di grande valore possono essere realizzati dalla cooperazione di un grande numero di cittadini connessi, e solo così facendo realtà piccole (Como aveva solo annunciato l’idea di partecipare) possono operare sui mercati della cultura senza essere sopraffatti dai grandi centri.
“Partecipazione” è stata la parola chiave del successo della candidatura. Come recita il dossier, “la partita non si gioca sulla concentrazione delle grandi istituzioni in pochissime città, ma mobilitando il numero più alto possibile di persone nella produzione culturale”. Facendo Sistema, appunto.