Industria. Riprende la via della crescita

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L’ANALISI CONGIUNTURALE I SEMESTRE 2016 DI UNINDUSTRIA COMO E CONFINDUSTRIA LECCO E SONDRIO

 

Il commento del Presidente di Unindustria Como, Fabio Porro:
“Il primo semestre di quest’anno riserva dati positivi – afferma il Presidente di Unindustria Como, Fabio Porro – che interessano, con una certa sorpresa, le piccole imprese che costituiscono la tipologia di azienda più diffusa nel nostro territorio e che faticavano maggiormente a riprendere la via della crescita. Non dobbiamo, però, lasciarci andare a facili entusiasmi, non solo perché in questi dati è presente una certa stagionalità che, come negli anni precedenti, si rischia di pagare nel secondo semestre, ma anche perché il dato veramente importante, oserei dire la cartina tornasole, cioè l’occupazione, è ancora fortemente stabile. L’effetto traino del Jobs Act va diminuendo e le previsioni per il secondo semestre non fanno intendere saldi occupazionali particolarmente positivi. In ogni caso è il momento per spingere sull’acceleratore delle riforme in modo da rendere più strutturale il percorso verso una crescita seria che deve passare inevitabilmente anche da un rilancio della domanda interna attraverso provvedimenti di natura fiscale e creditizia”.

L’andamento congiunturale del manifatturiero di Como

Considerazioni complessive
Il primo semestre del 2016 per le imprese di Como si è chiuso meglio rispetto ai livelli dell’anno precedente, i primi sei mesi dell’anno sono stati infatti più positivi dell’ultimo semestre del 2015 e anche il confronto con il primo semestre 2015 registra segnali positivi.

Si rileva una continuità negli andamenti dei primi sei mesi dell’anno, come per gli anni 2015 e 2014, infatti, anche il primo semestre del 2016 è stato vivace.
In generale quindi, è presente il segno “più” sui dati di domanda, attività produttiva e fatturato se si effettua il raffronto tendenziale, quindi rispetto al primo semestre del 2015.
Facendo seguito a quanto già esposto nei dati del secondo semestre 2015, si segnala l’inversione di tendenza: le aziende piccole hanno registrato un andamento dei nuovi ordini migliore rispetto alle grandi imprese. Generalmente invece si è riscontrato un andamento migliore al crescere delle dimensioni aziendali.

Rispetto al periodo luglio-dicembre del 2015, per il campione di aziende nel suo complesso gli ordini sono cresciuti del 2,4% mentre l’attività produttiva cresce meno (+2,1%), meno ancora le vendite: +1,2%.
La performance congiunturale è parzialmente legata a caratteristiche stagionali della produzione, riscontrata per poco più del 46% del campione.

Come detto sono migliori i dati per gli ordini ricevuti da aziende medio-piccole: +3,1% congiunturale contro l’1,4% fatto registrare dalle aziende più grandi. Quest’ultime hanno contemporaneamente riportato una variazione congiunturale della produzione buona (+3,4%) contro l’1,2% delle aziende piccole. Per le vendite invece: +2,1% per le piccole imprese e 0,3% per le grandi.

Le previsioni per la seconda parte del 2016 sono orientate all’ottimismo, infatti ci si aspetta una crescita di ordini e vendite poco sopra il 3% rispetto al semestre appena conclusosi.

L’utilizzo della capacità produttiva mediamente impiegata risulta stazionaria ma comunque superiore rispetto ai livelli molto bassi riscontrati nel 2012. Il dato si attesta al 64,4% (valore pressoché identico a quanto fatto segnare sei mesi fa, era pari a 67,9% invece nel report del primo semestre 2015).

La propensione all’export delle imprese monitorate nel complesso è buona, si supera il 40% del fatturato realizzato al di fuori dei confini nazionali, sebbene la maggior parte delle esportazioni, quasi la metà, siano effettuate in Europa occidentale. Il dato è monitorato da diversi semestri e appare strutturale, confermando la proiezione internazionale delle imprese comasche.

Le imprese del campione continuano a vivere criticità nei loro rapporti con gli Istituti di Credito ma il dato è stabile da più semestri.

La situazione occupazionale conferma quanto sperimentato nelle rilevazioni precedenti, in quasi tre quarti dei casi si ha stabilità (72,6%), nel 19,5% invece miglioramenti e peggioramenti nel 7,9%. Il saldo delle risposte è di poco positivo, questo è il secondo semestre consecutivo, si segnala che il recente passato è stato caratterizzato da estrema stabilità o saldi negativi.
Le aspettative per i prossimi mesi del 2016 confermerebbero un ridursi del saldo delle risposte verso la parità.

Ordini
L’indicatore associato agli ordini mostra un incremento nel primo semestre del 2016.

Il confronto con la seconda metà del 2015 anno si attesta a +2,4%, il parallelo con il primo semestre del 2015 è minore ma comunque positivo e pari a 1,9%. Le previsioni per i prossimi sei mesi sono piuttosto buone, si prevedono ordini in aumento per il 2,5%. Il buon andamento della domanda è rilevabile particolarmente per le aziende medio-piccole (rispettivamente +3,1% e 2,7% per la variazione tendenziale e congiunturale).

Produzione
Sul fronte dell’attività produttiva si riscontrano variazioni e andamenti differenti a seconda delle dimensioni considerate. Infatti, se il dato dell’attività produttiva delle imprese nel complesso è pari a +2,1% (dato congiunturale), la produzione per le imprese piccole è aumentata dell’1,2% mentre è migliora la performance per le imprese grandi: +3,4%. Analogo andamento per il dato tendenziale (confronto con il primo semestre del 2015). Le medie imprese hanno un’attività produttiva in aumento rispetto a dodici mesi prima (+2,8%), le imprese piccole rilevano +1,1%.

Le aspettative per i prossimi sei mesi risultano positive indipendentemente dalle dimensioni e dal settore ma sono più ottimistiche le grandi aziende: 3,2% rispetto alle piccole imprese: 1,3%.

L’analisi della capacità produttiva mediamente impiegata dalle imprese con oltre 50 occupati esprime un aumento dal 70 al 76% (coerentemente con i dati sull’attività produttiva appena esposti). È calata ancora invece la saturazione degli impianti per le imprese con meno di 50 occupati: per quest’ultime il tasso di utilizzo della capacità produttiva registrato è pari al 56% (progressivamente calato dal 64% al 60% nelle ultime due rilevazioni effettuate nel 2015).

Fatturato
La rilevazione del primo semestre 2016 ha riscontrato un fatturato in lieve aumento rispetto alla rilevazione precedente (+1,2%) mentre una variazione più consistente, del 2,4%, rispetto al raffronto tendenziale (ovvero rispetto al primo semestre 2015). Le imprese piccole sperimentano +1,1% nelle vendite contro lo 0,3% delle aziende grandi su base congiunturale. Nel confronto tendenziale invece, le differenze tra dimensioni aziendali sono più sfumate: +2,5% per le imprese piccole e +2,2% per le imprese con più di 50 addetti.

Il focus sugli ultimi mesi del semestre (aprile-giugno) segnala vendite sul mercato italiano in aumento per il 47,2%, in calo l’11,8% e stabile per il 41%. L’export invece aumenta per il 44,1% del campione, cala per il 19,9% ed è stabile per la restante parte (36% degli intervistati).

Suddividendo il fatturato in base al Paese di destinazione si evince che c’è una buona propensione ad esportare i propri prodotti anche se più della metà del fatturato fuori dai confini nazionali riguarda mercati consolidati come l’Europa Occidentale. Riassumendo: il 56,6% delle vendite avviene in Italia, il 25,6% in Europa Occidentale, il 2,4% nei BRICS, il 4,4% negli Stati Uniti e il 3,8% in Europa dell’est. La restante parte è divisa tra Asia, America centro-meridionale e altri Paesi.
I giudizi sul futuro prossimo sono improntati all’ottimismo e alla fiducia; in media il fatturato è previsto crescere del 2,9%.

Credito
Le condizioni praticate dagli istituti di credito riguardo spese e commissioni bancarie, richiesta di garanzie e tassi d’interesse applicati risultano in miglioramento per il 20% delle imprese. Anche la disponibilità ad espandere linee di credito esistenti o ad attivarne di nuove è in miglioramento per il terzo semestre consecutivo.

Occupazione
La stabilità è il giudizio che si riscontra da tempo; lo scenario occupazionale risulta infatti caratterizzato da un mantenimento dei livelli per il 72,6% del campione. Si trova conferma per il terzo semestre consecutivo nel saldo tra chi aumenta gli occupati e chi diminuisce: esso è positivo, rispettivamente: 19,5% e il 7,9% del campione. Le aspettative per i prossimi sei mesi sono però orientate verso una riduzione del saldo di risposte.