Remote Architecture. Stadio G. Sinigaglia

 

"REMOTE ARCHITECTURE" -  stadio g. sinigaglia

Como: “città fortificata fondata da Giulio Cesare nel 59 a.C., sorge in una zona al confine con la Svizzera, al termine del ramo occidentale del Lario. Circondata da mura medievali, racchiude lasciti di epoca romana e architetture religiose di epoca romanica, barocca e rinascimentale, in connubio con le sue ville neoclassiche e le architetture razionaliste per la quale è famosa”.

O, più semplicemente, “Como, la città che amiamo”.
Dal nostro amore per la città di Como e dal desiderio di mostrarne le architetture di cui è ricca a un pubblico più vasto possibile nasce, infatti, il progetto "Remote Architecture", mostrando le bellezze della città e permettendo di conoscere e poi scegliere Como come meta turistica, o semplicemente per permettere a chi già la conosce di guardarla con occhi rinnovati.

Attraverso un progetto di "video-cartografia immersiva", grazie alla tecnologia Samsung Gear 360, abbiamo mappato i luoghi simbolo e d’interesse architettonico e paesaggistico della nostra città, arricchendoli di informazioni sull’architettura, accompagnando il guardare con il sapere.
Un video tour immersivo che inizia dal Castel Baradello e discende a valle tra le piazze della città fino al suo lago e che speriamo faccia conoscere maggiormente i luoghi e le sensazioni che noi viviamo quotidianamente.

Il progetto “Remote Architecture” è stato presentato ufficialmente domenica 28 maggio, al Museo Civico Paolo Giovio di Como (via Giovio), in occasione di SIDE Festival, dai componenti di COARP*.

*COARP (www.coarp.com) è un gruppo di architetti e designer che condividono la passione per la ricerca, l’innovazione stilistica e l’arte, nello scopo di realizzare il processo creativo nella complessa disciplina architettonica. Nasce a Como dalla collaborazione di figure professionali che riescono a coprire i diversi aspetti della disciplina, garantendo al committente un alto livello di partecipazione.

Stadio G. Sinigaglia

Lo slargo di via Adolfo Vacchi presenta un interessante insieme di architettura razionalista che si innesta sul preesistenze tessuto storico della città di Como.

Il neomanierista Novocomum di Giacomo Caranchini doveva essere il primo del quartiere residenziale intensivo Prà Pasquée ispirato ai modelli della metropoli milanese. A terminare l’unico lotto dell’ambizioso progetto urbanistico, il Novocomum progettato da Giuseppe Terragni che ripropone l’organizzazione generale dell’architetto Giacomo Caranchini, trasformando però l’aspetto dell’edificio in un organismo compiutamente moderno, che non tarderà di suscitare sconcerto nell’opinione pubblica cittadina degli anni Trenta.

I due edifici rimasero gli unici del progetto di più ampia scala poiché il Comune di Como preferì destinare l’area ad impianti pubblici e sportivi; dove sorge infatti a cavallo tra il 1925 e il 1934 lo Stadio G. Sinigaglia, pensato per essere uno stadio polisportivo (con velodromo), e poi adattato a metà del XX secolo all’unica funzione calcistica.

Il condominio Stadium degli ingegneri Mantegazza e Terragni chiude infine la piazza, lasciando libero l’affaccio principale dello stadio verso la città.

Ricerca storica in collaborazione con NodoLibri

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Una ricognizione nelle vite della gente comune del Regno Lombardo-Veneto tra 1818 e 1862, basata sui verbali dei processi inquisitori, custoditi presso l’Archivio di Stato di Como. Storie tanto lontane nel tempo, ma che appaiono ancor oggi molto vicine.

 

Ricco corredo iconografico; rigore scientifico e alta leggibilità. L'intera vicenda del Teatro comasco: architettura, artisti, spettacoli. Una storia lunga due secoli.