Personaggi. Barbara Minghetti lascia, ma resta.

Dopo tre lustri Barbara Minghetti lascia il Sociale nelle mani di Fedora Sorrentino

Barbara Manghetti lascia il comando, ma non la nave del Teatro Sociale di Como, As.Li.Co. Comandante in capo (in Teatro dal 2001) sale a bordo col piglio della ragazzina che era (che è rimasta) e ha dato subito la rotta: recuperare una tradizione un poco ruggine, allargare l'orizzonte alle nuove generazioni, non lasciare (del tutto) la strada vecchia perché si sa quel che si lascia, non si sa quel che si trova…

Barbara - detta anche la Minghetti! con punto esclamativo - mostra subito la grinta della Corsara e veleggia sicura per dove, ancora, non lo sa. Ma ci mette poco a prendere le misure lei, milanese, in quel di Como dove i comaschi - per tradizione - son fin troppo rigidi e rischiano di affossare o affondare nel mare del dubbio.

Barbara capisce lo spirito e prende la ciurma e la ribalta, la trasforma, la rinnova, la femminilizza. Si calcola che al Sociale di Como vi sia il maggior numero di ragazze con posti di responsabilità (anche in settori o àmbiti specificatamente o abitualmente maschili). Ovviamente non è una faccenda di quote rosa che in teatro porta pure quasi male, ma di capacità. Se manca esperienza, si farà. In breve il TSC diventa un’azienda che da parapubblica (la presenza di Enti nella compagine societaria è storica; quindi assoggettata alle abitudini e alle commistioni con la politica), si fa moderna, vivace, coinvolgente.

Barbara risponde a tutti. Celebri i suoi SMS lanciati mentre scende dalle scale o quando assiste alle prove di uno spettacolo. Non si nega (quasi) mai, ascolta sempre, partecipa alle iniziative, guarda, vede, cattura... poi fa quel che vuole o quel che deve con piglio da impresaria capace di cogliere il meglio: di tutti, da tutte. Le sue "assistenti" fan squadra e la difendono perché son nate in teatro e sanno che alla fine, chi decide, è la capa. Sennò lo spettacolo non funziona.

Così, dopo tre lustri e oltre, Barbara Minghetti ha annunciato che in cabina di comando entra un'altra donna, Fedora Sorrentino, già al TSC per diverso tempo, lanciata al San Carlo di Napoli e ora ri-chiamata a trasformare un modello in una nuova esperienza. Il TSC resta perciò in ottime mani, con palchettisti più sicuri che in passato e meglio disposti ad investire in una macchina (o nave) che richiede continuamente attenzione e finanziamenti.

Barbara - a suo dire - continua il viaggio forse col grado di Ammiraglia; titolo che sulle navi fatica ad essere ammesso (le ciurme scalpitano), ma che in teatro suggerisce invece soluzioni e percorsi sbalorditivi. Auguri e grazie.

Una ricognizione nelle vite della gente comune del Regno Lombardo-Veneto tra 1818 e 1862, basata sui verbali dei processi inquisitori, custoditi presso l’Archivio di Stato di Como. Storie tanto lontane nel tempo, ma che appaiono ancor oggi molto vicine.

 

Ricco corredo iconografico; rigore scientifico e alta leggibilità. L'intera vicenda del Teatro comasco: architettura, artisti, spettacoli. Una storia lunga due secoli.