I capitali di Como: 02_3.3 Alta formazione

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 Il bene non contendibile della conoscenza per la crescita

Il saggio è tratto dal volume Il capitale umano. Raccolta di saggi e ricerche a cura del Centro Studi Economia pubblicato dalla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Como.

Il progetto “Formare ingegneri stranieri in Italia” si annuncia come portatore di importanti pertinenze teoriche sui temi della crescita economica generale e della crescita d’impresa in particolare. È su questi problemi che voglio incentrare la mia riflessione. La questione che la duplice crescita prima ricordata pone allo studioso è quella tipica della riflessione sul learning by using e sul learning by doing, che oggi gode di un qualche successo tra i nostri economisti più intelligenti e tra gli studiosi di organizzazione più riflessivi e colti.

Tale prospettiva, come è noto, mira a spiegare analiticamente le buone performances anche in presenza di scarsa trasparenza delle scelte strategiche di lungo periodo e quindi di bassa razionalità strumentale del comportamento e dell’orientamento degli attori, (così come accade nel mondo reale nella maggioranza dei casi). E questo, secondo tale teoria, accadrebbe grazie all’accumulo di competenze e di routines che enfatizzano l’adattività e quindi la continuità per via manageriale e tecnica della crescita.

Essa, tuttavia, proprio per tale motivo, è scarsamente dotata di potere euristico quando deve spiegare crescite in sistemi ambientali avversi, come è tipico della recente vita delle popolazioni organizzative di impresa in un mondo di alta competizione tipico della globalizzazione e della recessione in corso. In questo caso, infatti, l’enfasi è da porsi più sulla rottura che sulla crescita, sull’innovazione paradigmatica che sulla continuità metodologica.

Ed è proprio questo il problema che le teorie testé ricordate non affrontano. Aggravato da un elemento che gli evoluzionisti d’impresa non considerano, restringendo il concetto di “ambiente”, nella sostanza, alle popolazioni costituite dalle organizzazioni economiche.

In tal modo viene espunta dall’analisi l’importanza che assume, per la crescita delle organizzazioni economiche in ambienti competitivi, il grado di diffusione dei pasinettiani2 impulsi creativi, istituzionalizzati nell’apprendimento educativo, in generale, e scientifico – tecnico, in particolare. Tale grado di diffusione precostituisce il livello in cui si situano le nazioni, più ancora che le imprese, nella scala mondiale, appunto, della “ricchezza delle nazioni”.

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