I capitali di Como: 02_1.5 Scuola e lavoro

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la terza etÀ e l’attivismo del volontariato

Il saggio è tratto dal volume Il capitale umano. Raccolta di saggi e ricerche a cura del Centro Studi Economia pubblicato dalla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Como.

La formazione permanente

In provincia di Como sono quasi mille e settecento le Associazioni a indirizzo sociale e culturale: una media di dieci per ciascun comune (160). I dati sono imprecisi perché il Registro regionale, quello provinciale e la banca dati del Centro Servizi per il Volontariato di Como rivelano disuguaglianze notevoli (perché differenti sono le modalità dell’iscrizione) soprattutto per il mancato censimento delle piccole associazioni culturali locali o per le organizzazioni di volontariato occasionali, finalizzate a scopi limitati e determinati nel tempo.

La cifra è impressionante e vanno inoltre aggiunte al totale le Associazioni iscritte all’Albo della Protezione civile (54), quelle sportive (136) e le Proloco (41) che hanno indirizzi specifici d’intervento, non direttamente “culturali” se – per cultura – s’intende quel processo di formazione individuale, attivato attraverso l’acquisizione di conoscenze e di saperi sia intellettuali che pratici.

La cultura o il “fare cultura” oggi coinvolgono l’intera collettività in un progetto di “formazione permanente” che interessa persone d’ogni età e di differente condizione lavorativa, economica, sociale. Tale formazione è l’insieme delle opportunità educative formalizzate (l’istruzione certificata) e una rete di occasioni non formali che puntano su cultura generale, sociale, istruzione sanitaria, vita associativa ed è rivolta in special modo ai cittadini in età adulta.

Nel programma di un’offerta globale e continua la formazione permanente si integra tra sistema scolastico (da cui prende temi e modelli didattici), formazione professionale (da cui derivano esperienze, metodi, conoscenza pratica) e mondo del lavoro (da cui deriva la concretezza e la storia materiale del territorio di riferimento).

Partita negli anni Cinquanta del Novecento in forma più definita e con approccio innovativo, la formazione permanente accetta oggi sia il procedimento didattico tradizionale e strutturato (volto a recuperare i bassi livelli di istruzione e formazione anche per cittadini stranieri) sia l’approccio libero e creativo che favorisce l’estensione delle conoscenze a una popolazione più ampia usando volentieri nuovi alfabeti, nuovi linguaggi, nuovi argomenti.

In questo processo di trasformazione e di adattamento hanno agito positivamente la diffusione capillare sul territorio italiano (e dunque anche nel comasco) di un associazionismo culturale, gratuito e competente; la consapevolezza degli “anziani” (dai 50anni in su) di essere parte attiva nella vita sociale e culturale; la tenacia dell’associazionismo nel trovare sempre nuovi approcci tematici e la volontà di allargare numericamente la base dell’utenza.

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